L’ANNUNCIO UFFICIALE DELLA SUA MORTE

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Furono necessarie tre ore prima che la Santa Sede si decidesse a rendere nota al mondo la notizia della morte di Papa Albino Luciani. Tre ore durante le quali non sapremo mai cosa accadde, anche perché molti dei protagonisti di quella vicenda – a cominciare dal potente segretario di Stato, il cardinale Jean Villot – sono scomparsi.
Tre ore durante le quali – questo è certo – la verità fu ampiamente truccata, a volte su aspetti e particolari di quella tragica vicenda che – almeno all’apparenza – non avrebbero meritato alcuna attenzione.
Il corpo senza vita di Papa Giovanni Paolo I venne trovato da suor Vincenza, la sua “governante”, alle 4.45.
Perché nel comunicato ufficiale l’ora viene spostata in avanti di 45 minuti?
Perché la figura di suor Vincenza viene sostituita con quella del segretario privato del papa, Padre John Magee?
Con quale certezza, nel primo comunicato, si afferma che la morte sarebbe avvenuta attorno alle 11 della sera prima?
Perché alle 5.30 il Papa sarebbe dovuto essere – come afferma il comunicato – “nella cappella del suo appartamento privato”, quando era noto in Vaticano che il lasso di tempo tra le 5.30 e le 7.00 Papa Luciani lo trascorreva in meditazione e preghiera (e spesso per mezz’ora rinfrescava il suo inglese con un corso in audiocassette), mentre la messa nella cappella privata non si svolgeva mai prima delle ore 7.00?
Cosa fa dire al comunicato che il Papa venne trovato morto “come se fosse intento a leggere”?
Per avvalorare quest’ultimo particolare nei successivi bollettini vaticani si affermerà un’altra bugia: il Papa, nel momento del suo trapasso, stava leggendo L’imitazione di Cristo, un’opera del XV secolo, attribuita aTommaso da Kempis, uno dei libri preferiti da Luciani. Peccato – si scoprirà in seguito – che in tutto il Vaticano non esisteva un sola copia di quel testo, mentre la copia personale del Papa era rimasta a Venezia, nella residenza di quando Albino Luciani era il Patriarca della città.

L’ANNUNCIO UFFICIALE DELLA SUA MORTE