L’IMPROVVISA MORTE DI PAPA LUCIANI

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Ora della morte: sconosciuta.
Causa della morte: sconosciuta.
Venerdì 29 settembre 1978, ore 4.30: come faceva ogni giorno, da 33 giorni, suor Vincenza lascia sulla scrivania dello studio, comunicante con la stanza dove dorme Papa Giovanni Paolo I, un bricco di caffè. Un istante dopo la suora compie un altro gesto abituale: bussa alla porta della stanza da letto. E pronuncia una frase altrettanto usuale: “Buongiorno, Santo Padre”.Suor Vincenza lavorava per Albino Luciani dal 1959, quando ancora il Papa era vescovo a Vittorio Veneto. Prima di rinnovare i suoi servigi inVaticano, suor Vincenza era abituata a posare il bricco del caffè sul comodino del prelato. Ma la Curia vaticana aveva subito stigmatizzato questa usanza: suor Vicenza era pur sempre una donna e perché mai una donna deve entrare nella stanza da letto di un uomo, sia pur esso un Papa?Ore 4.45: suor Vincenza torna nello studio e nota che il bricco del caffè non è stato toccato. Sapendo che mai, in quasi vent’anni, Luciani si era alzatodopo le 4.30, la suora bussa ancora alla porta, prima timidamente e poi con maggior insistenza. Poi, preoccupata, apre la porta e vede il Papa sadraiato sul letto, la testa reclinata a destra, le labbra dischiuse, gli occhiali poggiati sul naso e con in mano delle carte. Sul comodin la lampada è ancora accesa. Allarmata, suor Vincenza tocca il polso del Papa e si accorge che Giovanni Paolo I è morto.
Di quella notte e di quella morte questo è tutto quello che sappiamo. Nulla di più. Qualcosa che, oltretutto, diverge dalla versione ufficiciale. Non sappiamo altro. Neppure l’ora del trapasso, figurarsi le cause del decesso: sul corpo del Papa non verrà fatta alcuna autopsia.
Ma sappamo che strani movimenti, strane sparizioni si verificano nei momenti successivi alla scoperta del corpo senza vita di papa Luciani: scompaiono le medicine che il Pontefice era solito tenere sul comodino da letto; spariscono anche le carte che il papa aveva ancora in mano; non si trova più il suo ultimo testamento; e non c’è più traccia né delle pantofole che era solito calzare, né degli occhiali che il Papa aveva ancora indosso al momento del trapasso.
L’annuncio della morte di Papa Giovanni Paolo I – salito al soglio Pontificio il 26 agosto dopo la morte di Paolo VI (6 agosto) – è comunicata ufficialmente al mondo con un ritardo di quasi tre ore, per l’esattezza alle ore 7.27, ma con alcune varianti di versione sia su chi ha materialemnte trovato il Papa morto, sia sul modo in cui giaceva il corpo del santo Padre.
Sparizioni, versioni contrastanti, ritardi che da quel 29 settembre 1979continuano a lasciare aperte le porte ad un sospetto: quello che Papa Giovanni Paolo I non sia morto di morte naturale (la diagnosi ufficiale parla di “infarto acuto del miocardio”), ma sia stato assassinato.
Assassinato perché?
Forse – come in molti sostengono – perché Papa Luciani era un innovatore che in quei pochi giorni del suo papato sìtava tracciando a grandi linee il suo programma di innovazione teso ad ammodernare la Chiesa, liberandola, soprattutto, da affarismi e affaristi, a cominciare dal quel monsignor Paul Marcinkus coinvolto in alcune delle storie più brutte del nostro Paese: dal caso Sindona al caso Calvi, passando per la Loggia P2 di Licio Gelli.

Dopo di lui sulla sedia di Pietro siederà a lungo un Papa polacco, Carol Woityla, con il nome di Giovanni Paolo secondo. Quel che ècerto e cheMarcinkus resterà a lungo alla guida dello IOR, la Banca vaticana. Con l’accentuato potere assunto dall’Opus Dei, l’affarsimo della Chiesa – se possibile – aumenterà a dismisura. E la morte – che si trascina sempre dietro un carico di sospetti – farà di nuovo il suo trionfante ingresso tra le mura vaticane. Questa volta sotto forma di una strage. Un triplice, oscuro, delitto: quello delle guardie svizzere.

CHI ERA

COME SI E’ ARRIVATI ALLA SUA ELEZIONE

Abile innovatore o grigio conservatore?

COME SI E’ ARRIVATI ALL’ELEZIONE DEL SUO SUCCESSORE

CHE COS’E’ L’OPUS DEI