IL “GRANDE RICATTO” i buchi neri del caso Sindona

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Tra il 2 agosto ed il 16 ottobre 1979Michele Sindona mette in atto una complicatissima messinscena caratterizzata da quattro elementi:

– la sua “fuga” in Sicilia
– la presenza costante al suo fianco di massoni e mafios
– un’immensa produzione di scritti, spesso contorti ed oscuri, dal fine chiaramente ricattatorio
– l’eliminazione del suo più diretto avversario: l’avv. Giorgio Ambrosoli, curatore fallimentare della Banca privata di sua proprietà. Il tutto inquadrato nella sceneggiata del suo finto rapimento, attuato da un fantomatico gruppo terroristico di sinistra e conclusosi con un altro inganno: il ferimento dello stesso Sindona. Ancora oggi nessuno è riuscito a chiarire fino in fondo non tanto i contorni di questa vicenda, quanto il suo esatto scopo.
Di seguito pubblichiamo alcuni documenti tratti dall’attività istruttoria della magistratura di Milano, conclusasi il 17 luglio 1984,  e  che  è stata alla base della condanna all’ergastolo inflitta a Michele Sindona, il 18 marzo 1986, dalla Corte di Assise di Milano.
Si tratta di materiale che punta a fare luce sull’essenza del mistero Sindona: il suo viaggio in Sicilia.

QUEI 75 GIORNI A PALERMO

L’INTERROGATORIO DI SINDONA

P2, MAFIA E CONNESSIONI AMERICANE

SINDONA E IL SISTEMA DELLA P2

L’EPILOGO

MORTE PRESUNTA PER IL BOSS CHE LO AIUTO’