LA SACRA CORONA UNITA

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Viene definita anche la Quarta Mafia, in quanto è la forma di criminalità organizzata italiana più recente. Il suo insediamento riguarda quasi esclusivamente la Puglia e le sue origini, pur con un tentativo di Cosa nostra, sono essenzialmente camorristiche. Fu infatti per primo Raffaele Cutolo a penetrare dalla Campania in questa regione e a strutturare su immagine della sua Nuova camorra organizzata (Nco) le bande di delinquenti indigeni.
Con la sconfitta dei cutoliani, la Sacra corona unita (Scu) conquista la sua autonomia, pur stringendo patti di collaborazione con la ‘Ndrangheta calabrese.
L’etimologia del suo nome, secondo alcuni studiosi, viene dalla “sacralità” del giuramento dei suoi affiliati, dalla “corona”, cioè il rosario delle processioni e dall’”unità” che presentano gli anelli di una catena. Il suo primo capo riconosciuto è stato Giuseppe Rogoli che coniò il nome dell’organizzazione nel supercarcere di Trani nel 1984.
La Scu è specializzata nel traffico di armi e droga, oltre che nelle estorsioni e nelle truffe comunitarie (olio e vino soprattutto). Nella gestione dei traffici molto stretti sono i suoi rapporti con le criminalità albanesi, romene, slave e russe.
Notevole è sempre stata la capacità della Scu di infiltrarsi nelle istituzioni, in particolare nella gestione degli appalti e dei subappalti che causarono lo scioglimento per mafia delle amministrazioni comunali di Terlizzi, Modugno, Sturbo e Gallipoli.
Le province più inquinate dalla Scu – che secondo stime recenti non conta più di un migliaio di affiliati –  sono Taranto, Brindisi e Lecce.
La sua struttura organizzativa è piramidale, con una certa autonomia sul territorio dei diversi clan. Secondo una ricerca di Marina Cappiello, si possono contare otto livelli: alla base ci sono i picciotti e i camorristi. Più in alto gli sgarristi, i santisti, gli evangelisti, i trequartisti, i medaglioni e i medaglioni con catena. Sono otto medaglioni con catena a comporre la “società segretissima”, qualcosa di molto simile alla cupola di Cosa nostra. E quest’ultimo livello a dirigere le “squadre della morte”, composte da killer particolarmente spietati.

Di recente da una scissione della Scu è nata la Scl, la Sacra corona libera che, oltre ad aver abolito i rituali di iniziazione non esita ad arruolare minorenni. Ma quest’ultima organizzazione è stata praticamente decimata dal fenomeno del “pentitismo” da cui neppure la Scu è immune.

CHE COS’E’ LA SACRA CORONA UNITA

“NUOVA MAFIA, VECCHI RITI”
di Cataldo Motta