LA STRAGE DI CAPACI la morte del giudice Falcone, di sua moglie e di tre uomini della sua scorta

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Mancano pochi minuti alle 18. E’ il 23 maggio 1992: una potentissima carica di esplosivo – posta sotto la carreggiata dell’autostrada Palermo – Punta Raisi, all’altezza del km 4, nei pressi di Capaci – esplode al passaggio di tre auto con a bordo, la prima – una Fiat Croma marrone – gli agenti di scorta Antonio Montinaro, 31 anni; Rocco Di Cillo, 30 e Vito Schifani, 27 (autista); la seconda, una Fiat Croma di colore bianco, il giudice Giovanni Falcone, 58 anni, la moglie Francesca Morvillo e l’autista Giuseppe Costanza, 43; chiude il corteo una terza Fiat Croma di colore azzurro – la seconda macchina di scorta – con a bordo gli agenti Paolo Capuzzo, 31 anni; Gaspare Cervello(autista), 31 e Angelo Corbo, 27.
L’esplosione è talmente violenta che lo spostamento d’aria viene registrato dai sismografi dell’Osservatorio geofisico di Monte Cammarata (Agrigento).
L’attentato avviene mentre il corteo di autovetture blindate si dirige dall’aeroporto alla volta della città.
L’esplosione investe direttamente la prima vettura e con meno violenza la seconda, quella condotta da Falcone, con a fianco la moglie e con l’autista Costanza sul sedile posteriore.
Nei momenti immediatamente successivi alla tragedia l’agente Corbo e i suoi colleghi che si trovano sulla terza auto, nonostante siano rimasti feriti, cercano di portare soccorso agli occupanti della Croma bianca. Ad eccezione di Falcone – per il quale è necessario attendere l’intervento dei Vigili del Fuoco, essendo la vittima rimasta incastrata fra le lamiere dell’auto – la dottoressa Morvillo eCostanza vengono estratti dalle vetture.
Nonostante la virulenza dell’attentato tutti gli occupanti della Croma sono ancora vivi. Francesca Morvillo respira ancora, pur se priva di conoscenza, mentreFalcone mostra di recepire con gli occhi le sollecitazioni che gli vengono dai soccorritori: entrambi i magistrati moriranno in serata per le emorragie causate dalle lesioni interne determinate dall’onda d’urto provocata dall’esplosione.Costanza se la caverà con una prognosi riservata di trenta giorni.
I soccorritori non riescono però a trovare la prima auto, la Croma marrone che apriva il corteo. Si pensa che gli agenti siano addirittura riusciti a sfuggire all’attentato e che sono corsi avanti a chiedere soccorsi. Solo nella serata la Fiat Croma marrone viene trovata completamente distrutta, in un terreno adiacente al tratto autostradale luogo del micidiale attentato, con i corpi dei tre occupanti privi di vita: i tre agenti erano morti sul colpo.