9 marzo 1979: Michele Reina

Quella sera Palermo tremò di paura. L’ultimo tabù, l’intoccabilità degli uomini politici, era caduto, trascinato dalla violenza del piombo mafioso.

Quella sera a Palermo, nel dibattito politico irruppe per la prima volta la calibro 38.

Michele Reina, 47 anni, segretario provinciale della DC, andreottiano, è il primo uomo politico assassinato da Cosa Nostra. Lo colpiscono mentre sta andando al cinema con la moglie e due amici.

In un primo tempo il giudice Falcone commtte un errore: crede di individuare il killer nel terrorista nero Valerio Fioravanti, riconosciuto con ampi margini di dubbio dalla vedova. Accusato, dieci mesi dopo, dell’omicidio del presidente della Regione Piersanti MattarellaFioravanti verrà scagionato da entrambe le accuse.

Per l’omicidio di Reina saranno condannati all’ergastolo i componenti della cupola mafìosa. Nella ricostruzione del movente, i giudici sosterranno che Cosa Nostra, con l’eliminazione di Reina, ha cominciato a ridiscutere il suo rapporto con il mondo politico, rivendicando sempre maggiori fette di potere e, quindi, di vantaggi economici e giudiziari.

Fonte: Giuseppe Lo Bianco e Francesco Viviano – La strage degli eroi. Vita e storia dei caduti nella lotta contro la mafia – Edizioni Arbor, Palermo, 1996.