IL CASO BADALAMENTI Le relazioni dei carabinieri rimasta (troppo a lungo) segreta

Badalamenti
Il boss della mafia perdente Don Tano Badalamenti

I documenti che di seguito pubblichiamo sono le relazioni riservate ai vertici dell’Arma e del raggruppamento operativo speciale (Ros).

Il più interessante è il documento del 18 dicembre 1994, stilato due mesi e mezzo prima che il maresciallo lombardo si suicidasse. Per cinque anni questo documento è rimasto segreto. Al procuratore di Caltanissetta, Giovanni Tinebra verrà consegnato, assieme a un esposto-denuncia, dal figlio del maresciallo Antonino Lombardo, Fabio.

Una versione ridotta, mancante di due pagine, era stata trasmessa nel 1995 alla procura di Palermo. Anche questa versione ridotta è rimasta segreta fino a tutto il ’98 quando, in una delle ultime udienze del processo per l’omicidio Pecorelli, a Perugia, il maggiore dei carabinieri Mauro Obinu fece cenno al viaggio in Usa del 12 dicembre 1994 e alla disponibilità di Badalamenti a farsi interrogare in Italia.

In quell’occasione, il pubblico ministero d’udienza, Fausto Cardella, che pure aveva partecipato al medesimo viaggio in Usa, cercò invano di bloccare le domande che gli avvocati difensori ponevano sull’argomento. Obinu, comunque, fece riferimento soltanto alla relazione “ridotta”, quella inviata ai magistrati di Palermo; nessun riferimento al testo più dettagliato e che coinvolgeva lo stesso Cardella e un altro magistrato, Gioacchino Natoli.

Proprio quel testo, spedito soltanto ai vertici dell’Arma e firmato dallo stesso Obinu e dal maresciallo Lombardo.

Anche il generale Mario Nunzella, all’epoca comandante del Ros, negò l’esistenza di qualsiasi relazione di servizio prima in commissione Antimafia nel ’95 e poi davanti ai magistrati che indagavano sulla morte di Lombardo.

Se Fabio Lombardo avesse reso noto prima il testo integrale della relazione, con ogni probabilità sarebbero saltati alcuni processi. Di sicuro, quello contro Giulio Andreotti.

Nel testo si fa cenno a quattro bobine con la registrazione (non autorizzata) dei colloqui intercorsi in carcere con Badalamenti. Queste registrazioni i magistrati sostengono di non conoscerle. Ma il difensore della famiglia Lombardo sa dove si trovano e chi le ha.

IL DOCUMENTO DEL 18 DICEMBRE 1994

LA RELAZIONE DEL 12 OTTOBRE 1994