Il ritorno del “pentito Contorno” e le lettere del “corvo di Palermo”. Il caso Di Pisa

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Uno dei grandi misteri di Palermo resta l’affare del “Corvo di Palermo” che ruota attorno al misterioso ritorno in Sicilia di uno dei primissimi “pentiti” di mafia: Salvatore Contorno, detto Totuccio.
Chi è Contorno? E’ un soldato delle cosche perdenti di Cosa Nostra, un semolice killer, una specie di macchina da guerra, ma non certamente una figura di spicco delle cosche. Contorno, però, sa molte cose perché a lungo è stato l’autista ed il guardiaspalle di uno dei più importanti boss di quella che, sconfitta dai corleonesi, è diventata la mafia perdente: Stefano Bontade.
Arrestato nel 1982, quando decide di “collaborare” il nome in codice che gli viene assegnato dagli inquirenti è “Prima luce”, proprio perché Contorno, assieme a Tommaso Buscetta, è uno dei mafiosi che per primo è in grado di aprire squarci interessanti sul mondo chiuso ed omertoso della mafia siciliana.
Contorno, dopo le sue “confessioni”, si rifugia negli Stati Uniti, sotto controllo della DEA americana. Poi, improvvisamente, a sorpresa, il 26 maggio 1989, viene arrestato in Sicilia, proprio nella zona dove, quanto resta delle cosche perdenti, di cui Contorno ha fatto parte, hanno assassinato ben 17 avversari delle cosche vincenti di Totò Riina.
Prima domanda: come mai un “pentito” – che Cosa Nostra vuole morto – ha lasciato il suo tranquillo rifugio americano per tornare in Sicilia e per giunta in una zona dove è in corso una terribile mattanza?
Seconda domanda? Contorno è tornato di sua volontà o qualcuno gli ha chiesto di tornare?
A queste domande rispondono in modo molto dettagliato alcune lettere anonime (le lettere del Corvo di Palermo, appunto, perché riecheggiano il celebre film di Clouzot) inviate alle più alte cariche dello Stato. Secondo queste lettere, Contorno sarebbe tornato in Sicilia su richiesta di alcuni magistrati di Palermo (tra cui Giovanni Falcone) e due poliziotti di rango, come il capo della Polizia, Vincenzo Parisi, ed un valente funzionario dellaCriminalpol, Gianni De Gennaro, destinato, anche lui, a diventare capo della Polizia.
Lo scopo? Dare la caccia ai mafiosi latitanti. In altre parole: l’antimafiaavrebbe scelto una scorciatoia: non più le inchieste per arrestare i latitanti, ma un “pentito” trasformato in killer di Stato per eliminarli definitivamente.
L’aspetto più inquietante di questa vicenda è che nessuno indagherà mai sulla veridicità o meno di quelle missive, certamente infamanti. Ma comincerà, invece, una caccia senza tregua a chi quelle lettere avrebbe scritto.
Nel tritacarne finisce un magistrato integerrimo: Alberto Di Pisa, componente del pool antimafia della procura di Palermo.
Quella che segue è la sua storia.
E’ il misterioso ritorno di Contorno in Sicilia? E’ rimasto un mistero.
Sta di fatto che anni dopo un altro “pentito”, Balduccio Di Maggio, verrà arrestato proprio come Contorno, in una zona di mattanza dei suoi rivali. Non ci sarà alcuna lettera anonima: e il possibile uso di un altro “pentito” ancora come killer di Stato passerà sotto silenzio.

I PROTAGONISTI:

QUALCUNO VOLO’ SUL NIDO DEL CORVO
di Sandro Provvisionato

IO, IL CORVO DI PALERMO
di Sandro Provvisionato
da “Diritto & rovescio” (Canale 5) 21 dicembre 1993