I NASCO l’armamento di Gladio

martino

Nasco sta per nascondigli, sono i luoghi, interrati, in cui erano state nascosti gli armamenti di Gladio: armi, leggere e pesanti, ma anche munizioni, esplosivo, binocoli e quanto può occorrere ad una struttura clandestina per partecipare ad azioni di controguerriglia, resistenza e sabotaggio.
Parte del materiale arrivò in Italia inviato dalla CIA, il servizio segreto americano, tra il 1963 ed il 1969. Il grosso del materiale giunse già confezionato in speciali involucri, al fine di assicurare il perfetto stato di conservazione nel tempo, dato che era previsto che fossero poi racchiusi in contenitori da interrarsi in appositi nascondigli (i Nasco, appunto) nelle zone prescelte.
Secondo le carte ufficiali la posa dei contenitori nei vari Nasco ebbe inizio nel1963.
I Nasco non erano ovviamente tutti uguali. A seconda di chi vi doveva attingere (sabotatori o specialisti di evasione e fuga oppure esperti di propaganda e così via), nei vari contenitori che costituivano i Nasco era collocato il materiale che serviva alla specializzazione degli uomini. L’esplosivo (di vario tipo) era prevalentemente contenuto nei Nasco dei Nuclei di sabotaggio. Alcuni contenitori destinati alla “propaganda” contenevano risme di carta bianca e macchine riproduttrici.Complessivamente furono costituiti 139 Nasco, in gran parte nell’Italia del Nord, con una maggiore concentrazione nelle regioni del Nord-Est. Due Nasco per sabotatori furono costituiti nella prima decade di dicembre del 1969 nella zona di Napoli. DueNasco erano stati costituiti nel 1965 anche nella zona di Taranto.
Parte di questo materiale – come detto – proveniva dal “contingente CIA”, ma la parte più rilevante veniva dalle disponibilità create in seguito allo scioglimento del Raggruppamento O, ossia l’ex brigata partigiana Osoppo, composta da combattenti non comunisti e che, anzi, con la componente filo-slava della resistenza in Friuli-Venezia Giulia si erano scontrati, in molti casi soccombendo.
Nel 1972 – a causa del ritrovamento in una grotta di Aurisina (Trieste) di materiale sottratto ad un Nasco – ci fu lo smantellamento della rete dei Nasco. Fu deciso che una parte del materiale dissotterrato venisse depositato in caserme dei Carabinieri.
Per il ritiro del materiale i Carabinieri avrebbero dovuto confrontare una mezza banconota da 1000 lire con l’altra metà, che era conservata nella cassaforte della Sezione SAD del SID a Roma.
La questione dei Nasco – al momento della scoperta di Gladio (1990) e anche negli anni successivi – ha sollevato ondate di dubbi. Il giudice Felice Casson ha a lungo indagato sui legami tra l’esplosivo contenuto nei Nasco e le stragi, in particolare la strage di Peteano, avvenuta nel 1972, lo stesso anno in cui Nasco cessarono di esistere.
Non tutti però, perché alcuni Nasco, per ragioni varie, non sono mai stati recuperati.

L’ESPLOSIVO SCOMPARS

NASCO, MAGAZZINI E BASI

CHI ERA A CONOSCENZA DELLA DISLOCAZIONE DEI NASCO?