L’OPERAZIONE DELFINO una simulazione utile per il futuro?

Dal 15 al 24 aprile 1966 si svolse nel Friuli (nel territorio della Venezia Giulia compreso tra Aquileia – Monfalcone – Sistiana – Trieste) una esercitazione dell’organizzazione clandestina GLADIO-STAY BEHIND denominata DELFINO.
E’ una esercitazione molto importante perché per la prima volta non si ipotizza una invasione da parte degli eserciti del Patto di Varsavia, ma una insurrezione interna, fomentata dai “rossi” e appoggiata dagli “slavi”, alla quale si oppongono appunto i gladiatori con le tecniche della guerra non convenzionale.
Una situazione, in senso tecnico, di “insorgenza e controinsorgenza”.
Nella simulazione, il governo non ritiene di poter intervenire con la forza: per queste ragioni si usano i reparti clandestini di Gladio sostenuti, se del caso, dalle Special Forces Usa.
I documenti su questa esercitazione sono stati tenuti segreti, per 25 anni, negli archivi del SIFAR.
Nel documento che pubblichiamo, viene descritto lo scenario e le tecniche da utilizzare per fronteggiare questa minaccia di insurrezione: dal disturbo dei comizi e manifestazioni alle azioni di sabotaggio, dalla provocazione di incidenti agli atti di terrorismo “da addebitare all’insorgenza”, dalle azioni intimidatorie alle attività di diffamazione attraverso volantini e giornali.
Non si esclude neppure di spaventare i militari italiani che fraternizzassero eccessivamente con le friulane “insorte” , dipingendole come portatrici di “malattie veneree e della pelle”.
Alla fine, naturalmente per sedare i disordini, intervengono in forza i militari e si realizza cosi l’obiettivo dell’esercitazione: “Il popolo di Trieste con una manifestazione plebiscitaria si contrappone alle azioni dell’insorgenza creando gravi disordini e provocando l’intervento delle forze militari”.
Si tratta naturalmente di una esercitazione. Ma solo pochi anni dopo, a partire dal 1968, queste simulazioni divengono realtà e s’inseriscono in quella che comunemente viene chiamate la strategia della tensione.
Per fortuna, nonostante le stragi e le provocazioni, l’obiettivo di questa strategia fallisce e i militari non escono dalle caserme.

OPERAZIONE DELFINO
Il testo della simulazione