NON PIU’ COLONNE, SOLO FAZIONI. La frantumazione delle Brigate Rosse

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Nella storia delle Brigate Rosse, il caso Moro rappresenta il vertice di una parabola: la drammatica conclusione del sequestro del presidente della DC, infatti, racchiude al suo interno, al tempo stesso, il punto più alto dell’iniziativa armata brigatista, ma anche l’inizio della sua fine.
Il perché di questa coincidenza è presto spiegato: con il caso Moro, le Brigate Rosse alzano il tiro oltre ogni limite, intervenendo per la prima volta in maniera violenta nel dibattito politico nazionale che vede nell’on. Moro il punto di congiunzione di due aree, quella cattolica e quella comunista che per quasi 40 anni hanno convissuto, la prima al governo e la seconda all’opposizione. Una convivenza avvenuta – specie negli anni che vanno dal 1973 (compromesso storico) – non senza una forte conduzione consociativa del potere.
Moro, oltre ad essere il simbolo della DC è anche e soprattutto il simbolo della congiunzione di queste due aree: il sequestro dell’on. Moro avviene poche ore prima che venga varato il primo governo che, dal 1948, vedrà presente il PCI nella maggioranza.
Nella gestione del sequestro Moro, le BR oscillano tra questi due simboli che Moro incarna, senza mai scegliere il simbolo reale che esse intendono realmente colpire.
Ad una gestione politicamente confusa del sequestro, fa seguito una sua conclusione altrettanto ambigua: Moro viene ucciso al termine di un processo alla Democrazia Cristiana o perché ha traghettato nell’area del potere il più grande partito comunista d’Occidente, quello in cui si riconoscono milioni di lavoratori, che sono poi gli stessi interlocutori del progetto armato?

Si racconta che quando si conclude il caso Moro, le BR di Mario Moretti abbiano perso la testa e saranno i brigatisti detenuti a scrivere materialmente il documento che delinea un bilancio politico della campagna.
E’ quindi proprio a partire dalla conclusione del caso Moro che inizia il lungo travaglio che, sul finire del 1980, porterà al proliferare di scissioni.
La colonna milanese Walter Alasia se ne andrà rivendicando istanze operaiste e fabbrichiste.
Le colonne di Napoli, Torino e parte di quella di Roma usciranno dalle BR per dar vita ad una formazione ideologicamente più movimentista (ilPartito della Guerriglia), mentre ciò che resterà delle vecchie Brigate Rosse si dividerà sulla necessità o meno di ricostruire il movimento amato su un’istanza tradizionale di avanguardia-partito (le BR-PCC), piuttosto che su quella di semplice gruppo di attacco (le UdCC).
Di seguito pubblichiamo le storie dei vari raggruppamenti nati dalla frantumazione delle Brigate Rosse.

LE BRIGATE ROSSE – COLONNA “WALTER ALASIA”
(1980-1983)

LE BRIGATE ROSSE – PCC
(1981-1988)

LA MICROSCISSIONE DELLA COLONNA “2 AGOSTO”
(1981-1982)

LE BRIGATE ROSSE – PG
(1981-1982)

L’UNIONE DEI COMUNISTI COMBATTENTI
(1984-1987)