AVANGUARDIA OPERAIA

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Tra tutte le organizzazioni della nuova sinistra nate sull’onda del ’68,Avanguardia operaia è certamente da ritenere la formazione più solida e produttiva, almeno sul piano della ricerca e dell’approfondimento teorico. La prima caratteristica deriva, essenzialmente, dal suo contenuto ideologico che la colloca all’interno di un’area marxista-leninista non esasperata (elemento che contraddistingue invece le organizzazioni filocinesi), ma anzi mitigata da una formazione originariatrozkista del grosso dei suoi dirigenti e da una lunga frequentazione di fabbrica. La sua capacità di riflessione e di studio deriva invece dalla stessa impostazione del gruppo, alieno dal movimentismo fine a se stesso e ad un certo andazzo avventurista che invece ha sempre segnato gruppi comeLotta continua. Non è un caso, infatti, che assieme a quello delManifesto, il gruppo dirigente di AOsi sia rivelato alla lunga il più longevo e che oggi alcuni dei fondatori dell’organizzazione siano inseriti ai vertici di partiti di opposizione presenti in Parlamento: dai Verdi aRifondazione comunista, mentrenessuno ha scelto di continuare il lavoro politico nei DS. Detto questo non va sottaciuto che Avanguardia operaia è stato anche un gruppo violento, dotato di un servizio d’ordine molto militarizzato, incappato in brutte vicende, come quella dell’omicidio del giovane neofascista Sergio Ramelli. Notevole è stata anche la capacità di aggregazione diAO che però non è mai riuscita a radicarsi da Roma in giù.

AVANGUARDIA OPERAIA
marxisti-leninisti senza dogmatismi