POTERE OPERAIO

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La caratteristica di Potere operaio sta nel fatto di essere stato, a lungo, il gruppo più perseguito – e perseguitato – dalla magistratura italiana.
Il clou delle sue vicende giudiziarie il gruppo – fondato nell’estate del 1969 – lo raggiungerà nella primavera di dieci anni dopo, quando il 7 aprile 1979, scatterà la più vasta operazione anti-terrorismo degli anni Settanta, destinata a rivelarsi, anni dopo, una vera bolla di sapone, esempio emblematico di come anche in Italia i giudici abbiano operato contro le formazioni di sinistra (complice il PCI), partendo da falsi teoremi costruiti a tavolino e da veri pregiudizi ideologici.
Ancora oggi c’è chi crede che Potere operaio sia stato soltanto la facciata di copertura di un covo di eversori in armi. In realtà Potop è stato soprattutto la formazione della nuova sinistra più radicale ed estremista da cui sono usciti solo alcuni esponenti della lotta armata, ma – insieme – molti teorizzatori (li hanno chiamati “cattivi maestri”) dell’opposizione violenta al sistema. Da qui a bollare Potere operaio come organizzazione eversiva ne corre.
Il limite, ma al tempo stesso lo specifico, di Potere operaio è stato l’eccessivo operaismo (a parole negato), ossia una visione della società troppo spesso incapace di oltrepassare le mura della fabbrica.
Ed è stato proprio il forte calo delle lotte operaie che si è registrato agli inizi degli anni Settanta – dopo il fiorire dell’autunno caldo – a segnare la fine di questa organizzazione che è poi scivolata nell’arroccamento della cosiddetta autonomia operaia.
Un pregio va, comunque, riconosciuto a Potere operaio: il tentativo, anche se fallito, di reinterpretare il marxismo in chiave industriale, sulla base di uno slogan poi assunto dallo stesso sindacato: “lavorare meno, lavorare tutti”. Una visione più moderna dei rapporti di fabbrica, ricavata dalla massificazione della fabbrica stessa. Allo stesso tempo l’intuizione principe e l’epitaffio di questa organizzazione.

L’OPERAISMO DI POTERE OPERAIO

16 APRILE 1973:
il rogo di Primavalle