LE ORGANIZZAZIONI MARXISTE-LENINISTE

manif-bambi

Una galassia impenetrabile di sigle. Tutte con in comune due lettere dell’alfabeto messe tra parentesi, sperate da un trattino. Una emme ed una elle (m-l): m come marxista ed l come leninista.
Sono le formazioni politiche sbrigativamente definite filo-cinesi, oppure maoiste o, in maniera più sofisticata, emmelliste. In Italia appartengono ad una tradizione politica che affonda le radici all’inizio degli anni Sessanta, quando la stagione diversa del ‘68 è ancora di là da venire. All’origine c’è un certo dissenso che cresce in alcune sezioni del PCI, specie all’interno di una base irriducibilmente stalinista. A questa tendenza, con il passare degli anni – e soprattutto con il sopraggiungere della destalinizzazione, della crisi cino-sovietica e della “rivoluzione culturale” a Pechino – si somma una sconfinata ammirazione per “il grande timoniere” Mao tsetung e il suo libretto rosso.
Il risultato sono una trentina di rissosi partitini – tutti rigorosamente (m-l) – che vanno a collocarsi alla sinistra del PCI con un altro denominatore comune: il settarismo, il dogmatismo ideologico, il culto ossessivo per il centralismo democratico e perfino un certo folklore rivoluzionario, matrimoni tra militanti compresi.

L’ARCIPELAGO DEI GRUPPI MARXISTI-LENINISTI