Alle origini della nuova sinistra, dai “Quaderni Rossi” ai “Quaderni Piacentini”

Quadernirossi

Ci sono, in qualche modo, gli sconvolgimenti deiprimi anni Sessanta all’origine di quel movimento destinato ad esplodere in maniera fragorosa nel 1968.

Se internazionalmente il primo sconvolgimento è rappresentato dalla rottura che avviene, nelsettembre 1961, tra Mosca e Pechino, e quindi tra le due anime del “comunismo realizzato”, all’interno è la ripresa dei grandi scioperi operai, nel perdurare dell’illusione, tutta italiana, del “miracolo eonomico” – ma anche i primi sintomi della nascita del centro-sinistra come area possibile di governo – ad innescare la fase di dissenso dentro i due partiti della sinistra: il PSI ed il PCI.

Non è casuale che le prime manifestazioni di dissenso si realizzino all’interno della componente socialista, notoriamente meno irrigidita nello schema-partito e più idealmente libertaria.

Nel giugno del 1962 vede la luce la prima rivista teorica del dissenso di sinistra. Si intitola Quaderni Rossi ed è curata e diretta da Raniero Panzieri, intellettuale socialista di grande spessore, studioso del marxismo.

La rivista viene pubblicata dall’Istituto Rodolfo Morandi, nell’ambito delle edizioni Avanti!, e avrà tra i suoi collaboratori intellettuali di spicco come Alberto Asor RosaLuciano Della MeaMario TrontiVittorio FoaToni Negri.

I temi affrontati spaziano dalla critica al centro-sinistra e all’”autodisciplina” dei sindacati fino all’analisi dell’autonomia di alcune lotte violente della classe operaia torinese, passando per una rivisitazione in chiave moderna del marxismo.

Ma già nel 1963 la redazione di Quaderni Rossi si spacca: da una sua costola nascerà un’altra rivista teorica, Classe Operaia, più marcatamente operaista, in nuce il fulcro del futuro Potere Operaio.

Qualche tempo prima aveva visto la luce un’altra rivista teorica: Quaderni Piacentini, diretta da Pier Giorgio Bellocchio, fratello di Marco, il regista, la rivista più importante per i presupposti teorici di quello che da lì a qualche anno si chiamerà Movimento studentesco.

RANIERO PANZIERI E LA RIVOLUZIONE
di Richard Drake

DA “QUADERNI ROSSI” ALLA “MONTLY REVIEW”
di Giuseppe Vettori