L’eccidio di Avola

Il 2 dicembre 1968, ad Avola, viene indetto lo sciopero generale a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto di lavoro dei braccianti che dura già da tre settimane. Circa cinquemila persone si riuniscono per bloccare la strada che da Avola porta al lido quando, freddamente e senza alcun motivo, la polizia da inizio a violentissime cariche. Alla risposta dei braccianti, gli agenti aprono il fuoco.

Due contadini, Giuseppe Scibilia, di 47 anni, e Angelo Sigona, di 25, vengono assassinati o meglio inseguiti e ferocemente fucilati. 48 sono i feriti, di cui 5 in maniera grave: Sebastiano AgostinoGiuseppe BuscemiGiorgio Garofalo,Paolo Caldaretta e Antonino Gianò.

Grande è l’indignazione nel paese per quella che appare un brutale esecuzione.

Per l’eccidio di Avola, dopo appena due anni d’inchiesta giudiziaria, arrivò l’archiviazione.

Nessun poliziotto, e tantomeno nessun responsabile del cosiddetto ordine pubblico, ha mai pagato.

Le immagini

BRACCIANTI UCCISI: TRA MANDORLI E AGRUMI
di Giorgio Frasca Polara