Sinergie europee

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La vecchia anima nazionalbolscevica della “sinistra fascista” trova nuova linfa dall’alleanza rosso-bruno che nasce in Russia, tra residui stalinisti e rottami della destra antisemita, come risposta conservatrice al neoliberismo selvaggio che caratterizza il processo di dissoluzione del sistema sovietico.
Il movimento, tradizionalmente forte in area franco-belga – in continuità con l’esperienza storica della Giovane Europa di Jean Thriart – rifiuta d’essere collocati nello schieramento della destra borghese, si oppone al capitalismo e alla Globalizzazione, prospetta la creazione di uno “spazio euroasiatico” in funzione antiamericana, sostiene i movimenti antimperialisti e gli “Stati Canaglia” che si contrappongono agli Stati Uniti, dall’Iraq alla Serbia alla Corea del Nord.
In Italia la testata di riferimento è Orion, fondata agli inizi degli anni ’80 ed oggi espressione della rete italiana di Sinergie Europee, in cui sono confluite precedenti esperienze organizzative, Nuova Azione di Marco Battarra e ilMovimento Antagonista – Sinistra Nazionale, nato attorno al mensileAurora, uscito la prima volta nel 1988, su iniziativa di ex-rautiani facenti capo alla Comunità Politica “B. Niccolai” con sede a Modigliana (Fo) e alCircolo “A. Romualdi” di Cento (Fe).
La nuova sintesi dell’area che si aggrega intorno alla personalità carismatica diMaurizio Murelli, si propone attraverso diverse sigle organizzative: dalFronte Europeo di Liberazione a Sinergie Europee. L’internazionale rosso-nera, nata da una costola della nuova destra francese, ha caratteri di originalità: “una peculiare visione in chiave islamica della possibile alleanza con l’ex Unione Sovietica e il mondo islamico, appunto attraverso la mediazione dell’Islam”.
Nell’area nazionalcomunista non esistono problemi di appartenenza religiosa e convivono tranquillamente cattolici tradizionalisti, pagani come Murelli,Battarra (che dichiarano però di avere da tempo abbandonato i riti del solstizio), Carlo Terracciano e Alessandra Colla (cultrice di Ipazia, la prima martire del paganesimo), agnostici come Chicco Galmozzi (ex di Prima linea) e musulmani come Claudio Mutti.
Sull’aggregazione esistente ha un peso culturale almeno pari all’insorgenza rosso-bruna in Russia il boom neo-celtico, che ha per altro ispirato il fenomeno della Lega, e si è sviluppato negli anni ’80 su scala europea, rompendo il tradizionale schema che vedeva un certo tipo di destra politica interessato ai riferimenti della Roma imperiale o ai primordi germanici in Europa.

Mentre negli Stati Uniti e in Germania rappresentanti significative del femminismo – influenzate dall’ecologismo – estremizzano il discorso sul simbolo della strega, dedicandosi al culto panteistico della Terra, nazionalisti bretoni o scozzesi riscoprono la religione dei padri nel quadro di un movimento di revival politico. Il neoceltismo fa proseliti anche nella costellazione della destra radicale che si richiama all’esperienza dei nazionalbolscevichi, liquidata brutalmente dalle SS per le sue tendenze sinistrorse.
I “partigiani europei”, eredi della Giovane Europa di Jean Thiriart, si definiscono come “una fazione dell’estrema destra, che, passando attraverso il neofascismo si è evoluta verso il nazionalismo rivoluzionario e l’estrema sinistra anti–sionista, libertaria e non dogmatica”.
Da un “insieme eterogeneo di correnti ideologiche (dai neonazisti veri e propri ai corporativisti, dai teorici della rivoluzione conservatrice ai “cercatori del graal”, dalla sinistra fascista alla corrente spiritualista e idealista dello stesso fascismo, dai razzisti ariani e celti ai semplici anticomunisti duri)”, questa scheggia rivoluzionaria approda a una posizione antimperialista e antimondialista, di lotta dura alla “congiura delle élite” plutocratiche, sioniste e massoniche, dalla parte dei popoli.
Orion è la punta di diamante di un composito schieramento di gruppi che manifestano “simpatia”, pur non appartenendo alla comunità islamica, per un’evidente identificazione nell’Islam teocratico e guerriero, cavalleresco e gerarchizzato, un idealtipo della società da costruire.
Orion non è riducibile alla “deriva islamica” che ha investito l’area su scala continentale, creando una spaccatura verticale con quei camerati che quando sentono parlare di arabi mettono mano alla spranga.
La traiettoria umana e politica di Maurizio Murelli è cominciata nella piazza più nera d’Italia per approdare alla Piazza Rossa più famosa del mondo. Una vicenda resa interessante dal fatto che Murelli, 11 anni di galera per concorso nell’omicidio del poliziotto Antonio Marino nel corso di durissimi scontri di piazza nell’aprile 1973, è riuscito ad evitare la trappola della criminalizzazione in cui sono caduti molti suoi camerati.
A differenza di tanti estremisti che hanno a lungo sofferto della crisi di abbandono dal MSI, Murelli non ha rimpianti: “Giudicai il comportamento del MSI vile e squallido, ma mi reputo responsabile di tutto quello che ho fatto. Sono scelte che io rivendico, e non rinnego nulla”. 
All’uscita del carcere gli ultimi fuochi di guerriglia si sono spenti e Murelliindividua la sua missione di “uomo di milizia”: con il Centro culturale Barbarossa di Saluzzo (un gruppo di ex di Europa Civiltà) dà vita alle omonime edizioni e alla rivista Orion. Il gruppo – dopo un breve flirt con i leghisti – trae nuova linfa dalla nascita dell’opposizione nazionalcomunista in Russia.
Murelli sottolinea con soddisfazione il dinamismo della nuova destra russa nel superare la contrapposizione che ha segnato il fronte della guerra civile europea: “Noi pensiamo – spiega Murelli – che all’interno dell’evoluzione del pensiero comunista, che non è solo quello marxista, ma che ha tradizioni diverse e antichissime, e all’interno di quella che è stata la sintesi fascista di valori tradizionali e nazionali, ci siano i presupposti per ricostruire un’ipotesi politica, economica e sociale”.
La rivista tira duemila copie ed è lo snodo di un piccolo circuito editoriale, con un centro studi, un bollettino monografico, Origini, la casa editrice Barbarossa e una libreria fantasy al centro di Milano, La bottega del fantastico, che dà anche da campare all’alter ego di Murelli, Marco Battarra.
Al movimento – che ha qualche centinaio di simpatizzanti in tutt’Italia – aderiscono i due più noti discepoli di Franco Freda (in rotta da anni col “maestro”), Claudio Mutti e Carlo Terracciano e uno dei fondatori diPrima Linea, che ha ucciso il consigliere provinciale missino di Milano, Enrico Pedenovi: Chicco Galmozzi, dissociato dalla lotta armata, ma non dal comunismo, convertito al dannunzianesimo.
Un melting pot che consente a Murelli di affermare con orgoglio: “Tutti gli irriducibili, sia che provengano da destra che da sinistra, che siano pagani o fondamentalisti islamici, che siano cattolici vandeani o anarchici bestemmiatori di ogni dio, transitano per Orion” e 15 anni dopo, tornano a rovesciare l’aforisma di Von Clausewitz.

Quelli che vanno a fondare Sinergie Europee dichiarano apertamente che “la politica va intesa per quel che realmente è: la continuazione della guerra con altri mezzi” e annunciano la ridiscesa in campo in un processo di aggregazione su scala europea che richiama con forza l’esperienza degli anni ’60 di Jean Thiriart, l’ex Waffen SS teorico del “nazionalbolscevismo”, che voleva costruire un partito europeo (armato) per la liberazione e l’unificazione del continente, da Brest a Vladivostock.
Negli ultimi anni a Sinergie Europee si sono avvicinati anche quadri storici di altra provenienza, dal fondatore di Terza Posizione, Gabriele Adinolfi, aRainaldo Graziani, fondatore di Meridiano Zero e figlio di Clemente.
E’ proprio il professor Claudio Mutti l’intellettuale di punta e il garante internazionale dello schieramento nazionalcomunista e della sua continuità politica ed ideale: tra una persecuzione giudiziaria e un’altra (tutte finite nel nulla) è infatti transitato per Giovane EuropaLotta di Popolo per poi ripiegare in un’indefessa attività pubblicistica ed editoriale. Convertito all’Islam, è l’animatore delle Edizioni all’Insegna del Veltro (80 volumi in catalogo, più altri 500 di case editrici minori in distribuzione). Specializzato in filologia ugro-finnica, Mutti si è visto stroncare una promettente carriera universitaria per le ripetute disavventure giudiziarie ed ora insegna latino e greco al liceo.
Profondo conoscitore del rumeno, dell’ungherese e dell’arabo, autore di decine di volumi, è il traduttore di Khomeini e di Gheddafi, ma anche il “responsabile” del boom politico ed editoriale di Codreanu e della Guardia di Ferro romena nell’Italia degli anni ‘70.
La persecuzione giudiziaria non ha piegato la sua determinazione. Mutticontinua a militare nei ranghi della area “rosso-bruna” che da trent’anni, sotto diverse formule e ipotesi organizzative, tenta la ricomposizione degli opposti estremismi in una nuova sintesi, “un polo analogo … a quello che in Russia aggrega comunisti e nazionalisti contro il governo filoamericano. In Italia dovrebbe trattarsi di un polo antagonista a quell’ideologia liberaldemocratica e occidentalista che egemonizza sia la destra sia la sinistra”.
Il suo contributo originale a Orion è l’affermazione della centralità della geopolitica: i frequenti viaggi all’estero sono funzionali alla “visione imperiale” ereditata da Thiriart. L’obiettivo politico è sempre la liberazione dell’Europa. Nella fitta trama di rapporti internazionali (i “partigiani europei” dell’area franco-belga, i nazionalisti celti dalla Scozia alla Galizia), Mutti – mettendo a frutto la conoscenza delle lingue – si riserva i contatti con l’ex impero sovietico e i paesi islamici: l’opposizione russa unita nel Fronte di Salvezza Nazionale; il Movimento della Romania, erede della Guardia di Ferro; gli ayatollah iraniani.
L’ultimo segmento di questo quadro della destra plurale arriva dall’Università d’Estate 2000, organizzata da Sinergie Europee, presso un agriturismo della provincia di Varese di proprietà di Rainaldo Graziani, il figlio diClemente Graziani uno dei fondatori di Ordine Nuovo, che condivide conMurelli la passione per Junger.
Come ha spiegato uno degli organizzatori, Gabriele Adinolfi – tra i leader diTerza Posizione oltre venti anni fa – sulla rivista Orion: “Vi è stata una coesione immediata di gruppi eterogenei: una trentina di realtà provenienti da oltre quaranta città italiane; realtà autonome, realtà metapolitiche e realtà militanti tra le quali spiccavano quadri nazionali di Forza Nuova, quadri della Fiamma, assessori di An che non erano saltimbanchi del politichese ma espressioni di realtà militanti territorialmente radicate; il tutto condito dalla presenza leghista”.
Gran parte degli interventi sono stati già raccolti in un volume intitolato Il pensiero armato. Idee-shock per una cultura dell’azione. Tra questi spiccano l’editore dell’Uomo libero, Mario Consoli, (Il denaro, grimaldello del potere mondialista), il negazionista Jurgen Graf (Il revisionismo storico), il leader del Veneto fronte Skinhead, Piero Puschiavo, (Un senso di appartenenza. I valori della comunità skinhead).
Anche considerando la giovane età di molti dei partecipanti, “si sono gettate le basi per l’opportunità – scrive Maurizio Murelli su Orion – di creare una rete antagonista oltre i normali schemi organizzativi; sarà il futuro a dirci se sarà messa a frutto”.