Rinascita nazionale

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E’ la più recente fra le formazioni della destra radicale italiana.

Nata nel luglio del 2000, dalla Convenzione Nazionale organizzata da sei testate: Rinascita, Orientamenti, l’Uomo libero, Italicum,Avvento, Utopia si configura come una confederazione di gruppi, testate “nazionalpopolari”, centri culturali, gravitanti attorno al quotidiano Rinascita, che nasce dal riciclaggio dell’Umanità, il quotidiano del defunto PSDI, diretto da Ugo Gaudenzi, già esponente della “linea rossa” di Lotta di Popolo, che dopo un ventennio di militanza giornalistica nell’area della sinistra riformista (tra l’altro, corrispondente dal Libano per l’ANSA), ritorna alle origini nazionalrivoluzionarie.
Il giornale per una fase rappresenta l’organo di informazione delFronte Nazionale di Adriano Tilgher e, dopo la rottura tra Gaudenzi eTilgher, si autonomizza, diventando il traino di un’iniziativa di riaggregazione dal “basso” dell’area per la costruzione di un nuovo soggetto politico nazional-rivoluzionario, dalla vocazione fortemente antisionista.
Il quotidiano è diffuso in edicola di Campania, Lazio, Lombardia, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo e Puglia e si avvale della collaborazione di quadri storici della componente tercerista, da Carlo Terracciano a Gabriele Adinolfi.
Il simbolo di Rinascita nazionale riproduce senza grandi variazioni lo stemma utilizzato dalla divisione italiana delle Waffen-SS. Nicola Cospito, un ex fedelissimo di Rauti, uscito dalla Fiamma per aderire alMovimento Sociale Europeo e poi promuove il Collegio Costituente per l’Unità e la Dieta delle Comunità Nazional-popolari spiega che lo scopo di Rinascita è di riaggregare i militanti dispersi dell’estrema destra.
Al Nord l’interlocutore privilegiato è la Lega. Pietro Sella, cordinatore nord di Rinascita, fa parte degli oratori dell’università dei Giovani Padani che si è svolta a Erba il 10 settembre 2000. Sella nel ’90 aveva pubblicato un libro intitolato Prima d’Israele dove si leggeva: “Retrocedendo nei secoli ci s’imbatte in una serie di episodi che dimostrano come l’antisemitismo sia fenomeno tutt’altro che occasionale e tutt’altro che irrazionale…”.

Il 3 dicembre 2000 a Roma si svolge la prima assemblea dei quadri nazionali che si riuniscono: “per una larga, comune azione per la rinascita del nostro popolo, della libertà, della giustizia sociale in Italia e in Europa. Un laboratorio di uomini attivi ha rinunciato a trincerarsi in steccati nominalisti, per partecipare senza riserve ad una battaglia politica attiva sul terreno nazionale e sociale. Senza rinunciare alle proprie individuali e naturali differenze, un insieme di uomini liberi ha dichiarato la sua più totale disponibilità al “fare”, a costruire giorno dopo giorno una macchina da guerra, un partito-movimento, una concentrazione di forze nazionali, socialiste e popolari capace di mandare in rovina il regime della liberaldemocrazia, della schiavitù, del profitto e dell’usura”.

Il programma, un fritto misto di antimondialismo, sindrome securitaria e nazionalpopulismo, è articolato in cinque campagne nazionali:

1) per l’immediato blocco dell’immigrazione extraeuropea;

2) per l’abrogazione delle politiche antisociali, delle svendite, delle privatizzazioni, delle delocalizzazioni delle attività produttive, del lavoro detto in affitto o precario o flessibile;

3) per la sovranità nazionale e, naturalmente, militare italiana ed europea, con l’abrogazione delle leggi e delle norme che rendono sudditi degli atlantici uomini e popoli;

4) in favore della produzione agroalimentare nazionale ed europea;

5) per la sicurezza dei cittadini.

In questo contesto il quotidiano diventa “una potente cinghia di trasmissione del pensiero antagonista alla liberaldemocrazia … il luogo geometrico d’incontro di chi ritiene di non avere condotto il suo cervello all’ammasso della globalizzazione economica della miseria, del pensiero unico che ogni cosa e ogni persona livella e rende schiava di una società senza memoria e priva di avvenire” .

Per una breve fase Rinascita nazionale entra nell’orbita del MSE-Movimento Sociale Europeo, la scissione della Fiamma Tricolorepromossa dall’eurodeputato Bigliardo, che però ben presto si sfalda, liberando decine di quadri storici, da Nicola Cospito a Stefano Aiossa, che danno vita a un nuovo contenitore unitario, la Costituente per l’Unità,mentre Bigliardo rifluisce in AN.
Il convegno promosso a Napoli (gli Stati Generali per l’indipendenza dei Popoli), il 22 e 23 settembre 2001, con un massiccio investimento pubblicitario, punta sulla spinta emotiva dell’attacco all’America, ma si rivela un clamoroso tonfo organizzativo, anche se è l’occasione per una netta presa di posizione filoislamica e antiamericana.