Heliodromos

Heliodromos è un’organizzazione di stretta osservanza frediana costituita alla fine degli anni Settanta nella Sicilia orientale come sviluppo di un cenacolo tradizionalista, che raccoglierà militanti in tutta Italia.
Alla omonima rivista (sottotitolo Contributi per il Fronte della Tradizione), ancora in vita, hanno collaborato numerosi autori di AR, daMaurizio Lattanzio a Carlo Terracciano, da Antonio Medrano aClaudio Mutti.
La redazione è a Catania, l’amministrazione e il centro di diffusione libraria per corrispondenza a Siracusa, sedi principali del gruppo. I contenuti della rivista sono esemplari di un tentativo di “saldare l’aspetto propositivo della dottrina, assimilato dalla lettura di Evola e di Guenon, con quello operativo, il quale esige che si dia sbocco coerente e concreto, in noi e fuori di noi (nell’esistente), ai principi tradizionali”.
Ai contributi di più stretto ambito politico (il dibattito sull’azione tradizionale, sullo schieramento internazionale, sulla comunità organica) si accompagna una robusta sezione dottrinaria con interventi e pubblicazione di testi originali del buddhismo, dell’induismo, del Tao, della “cerca del Graal” e varie rubriche che rivelano ampi interessi esoterici. La polemica con il ruolo sovversivo della Massoneria è uno dei capisaldi politici: un evidente regolamento di conti interno con le componenti guenoniane che invece, sulla falsariga del Maestro, riconoscono all’Istituzione il merito di trasmettere i saperi tradizionali in forma organizzata.
Nel dibattito sull’azione tradizionale tra Mutti (“Un “Ordine” propriamente detto, ossia un’organizzazione iniziatica assume normalmente come base e punto d’appoggio una sola e ben definita forma tradizionale”) eMedrano (“Non crediamo che questo movimento debba essere composto da “iniziati di alto rango” come deduce Claudio Mutti, né che si possa confondere la sua configurazione con la creazione di un’organizzazione iniziatica, cosa d’altronde, assurda e irrealizabile”) la redazione riafferma l’ortodossia guenoniana: “Un’organizzazione che sceglie la via dell’azione può avere una sua legittimazione riferendosi alla TRADIZIONE, all’IDEA, intesa come espressione significante di un “corpus” dottrinario definitivo e atemporale”.
Heliodromos è anche marginalmente sfiorata dalle indagini sull’ultimo gruppo di fuoco dei NAR. Walter Sordi racconta ai giudici che, quando rimane ferito nel conflitto a fuoco in cui perde la vita Alessandro Alibrandi, va in “convalescenza” a Catania, da un “camerata” di Heliodromos, Carmelo Causale, con il quale è messo in contatto da un militante rodigino dei NAR,Roberto Frigato, arrestato per una rapina e considerato fedelissimo diMassimiliano Fachini, ma in realtà simpatizzante dell’organizzazione siciliana. Causale, dopo un lungo periodo di latitanza, al processo NAR 2 si vedrà derubricare l’imputazione da banda armata a favoreggiamento.
L’attività di piccoli nuclei armati spontaneistici si era manifestata in quegli anni anche a Catania: in un arco di tempo di tre o quattro anni si consumano le esperienze della cellula ordinovista che fa capo a Leone Di Bella e Chicco Rovella (arrestati per i GAO di Concutelli) poi la rete clandestina delFronte di liberazione nazionale (distrutta dagli arresti dopo la morte diProspero Candura e di Pierluigi Sciotto nel corso di un attentato a un traliccio sull’Etna la notte di Capodanno nel 1978) e infine l’iniziativa armata di un gruppo di militanti, mai identificati, attivi negli anni compresi tra il 1978 e il 1981.
Nel periodo 1969–1980 in provincia di Catania sono stati compiuti 82 attentati: 43 si concentrano nel periodo 1978–80. Mentre in precedenza il bersaglio preferito sono le sezioni del PCI (14 attentati dal ‘69 al ‘74), ora nel mirino dei “guerriglieri” neri c’è la DC (4 attentati) e soprattutto centri culturali e sociali, impianti pubblici e privati, attività commerciali.
Costante è il richiamo alla protesta popolare: le sigle che si alternano sonoNucleo armato protesta popolare, Gruppo armato protesta popolare,Opposizione popolare rivoluzionaria, Gruppi urbani popolari,Organizzazione popolare rivoluzionaria.
I tre agguati con ferimento (il comandante delle guardie carcerarie, Salvatore Pistritto; il segretario socialista, Giulio Tognini e Cano Di Graziano, esponente della DC catanese) non sono rivendicati, ma l’attribuzione all’estrema destra armata è scontata.