TERZA POSIZIONE – “Settembre”

Settembre è la testata giornalistica che dà nome alla nuova organizzazione tercerista, fondata nell’autunno 1981 da Enrico Tomaselli sull’impianto diTerza Posizione, allo sbando dopo la grande retata del 23 settembre 1980che ha messo in galera o costretto alla latitanza l’intero gruppo dirigente. Mentre i giovani “guerrieri” del nucleo operativo si integrano con la banda Fioravanti o riparano in Libano per addestrarsi alla guerriglia, i dirigenti politici (Adinolfi, Fiore, Marcello De Angelis, Spedicato, Insabato) fuggono all’estero, divisi tra Francia e Inghilterra e affidano a Tomaselli, un “fascista di sinistra” palermitano, amico di Mangiameli, che non ha mai militato in TP, la rifondazione del gruppo.
Il gruppo raccolto attorno a Settembre, pur rivendicando la continuità organizzativa con TP, ne snatura completamente i fondamenti teorici, la concezione organizzativa e la pratica militante.
Il primo tentativo di rifondazione, nei mesi immediatamente successivi al blitz, è costituito da Gioventù nuova, diretta da due giovanissimi del quartiere romano della Balduina, Luca Olivieri e Nicola Solito, poi arrestati per un miniattentato.
Usciti dal carcere andranno ad arricchire le fila di Helios, gruppo misterico che si ispira all’antroposofia steineriana e in particolare alla variante cristiano-esoterico di Massimo Scaligero, il santone fascista che – nella Roma del dopoguerra – mette in contatto con Julius Evola i giovani reduci della RSI che poi fonderanno Ordine Nuovo. Fa parte di Helios anche Giorgio Nistri, fratello del più noto Roberto, responsabile del nucleo operativo e poi degli ultimi NAR.
Gioventù nuova è un’esperienza catacombale in cui, senza proiezione esterna, si continua a mantenere i contatti. L’elemento mistico tipico del gruppo umano della Balduina – il cui leader era Andrea Insabato, arrestato per l’attentato al Manifesto nel dicembre 2000 – è fortemente condizionante. Una serie di quadri minori, sopravvissuti alla grande repressione, e di simpatizzanti che avevano ruotato ai margini di Terza Posizione senza farne parte si rimettono in movimento.
Tomaselli rientra in Italia dall’Inghilterra nell’estate 1981. Ha una sorta di mandato fiduciario del centro estero, organizzato in direzione collettiva. L’intera estate è stata dedicata alla ripresa dei contatti sia con i vecchi quadri, sia con altri rapporti che potevano essere coinvolti nella ripresa organizzativa. A settembre risale a Londra per fare il punto della situazione ed è fermato nell’operazione in cui sono arrestati Roberto Fiore e Marcello De Angelis. In autunno riprende il lavoro organizzativo in Italia, coinvolgendo anche gruppi che ruotavano nell’area. Nel momento di massima espansione ci sono sedi funzionanti a Venezia, Padova, Roma, Pescara, Napoli, Palermo, Udine, Brescia, Catania e Latina. Questi ultimi quattro gruppi non avevano mai fatto parte di TP. C’erano poi contatti con Genova e Torino.

Il nuovo giornale (Settembre, appunto), firmato come responsabile daRoberto Salvarani, un giovane collaboratore delle attività editoriali di Fredae Mutti, era stato concordato con i londinesi e inizialmente il processo di distacco avviene in maniera non consapevole.
In seguito l’esperienza di Settembre sarà percepita dai suoi militanti come qualcosa di diverso da Terza Posizione, ma in realtà il distacco e poi la frattura è per successive prese di posizione. Settembre lavora più nei quartieri e nelle scuole che sul carcere e la repressione. Su 80 militanti romani, 50-60 erano ex TP.
In realtà sul terreno politico la repressione non era nemmeno operante, perché in senso proprio non c’erano manifestazioni illegali che potessero giustificare una forma di repressione, né la necessità politica da parte dello Stato di reprimere quel microfenomeno, né una particolare forma di attenzione da parte delle forze di polizia.
In Settembre si teorizza esplicitamente l’isolamento politico per un paio di anni. Proveniendo dall’estrema destra e non avendo più rapporti politici organizzativi con altre organizzazione di destra, il recinto era stato completamente chiuso. Il percorso però era chiaramente indirizzato verso la sinistra.
L’adesione al Comitato contro la tortura dura fino allo scontro con la radio dell’Autonomia romana, Radio Onda Rossa, che li fa cacciare dal comitato.
La linea politica di Settembre è di rifiuto della lotta armata, al di là della scelta personale di Tomaselli che partecipa alle rapine con il giro dei NAR per esigenze di reddito, ma anche per un problema di accredito nell’ambiente (all’epoca chi non prendeva le armi era considerato un vigliacco di cui diffidare).
La struttura di Roma era composta da 3 zone: Balduina, il cui responsabile eraClaudio Scotti; Roma Est affidata a Massimo Cola e Roma Sud affidata aGuido Cola, ex capocuib di TP, promossi capizona anche perché più grandi di età.
Ben presto Balduina viene assorbita da Roma Est e anche l’attività dei due gruppi diviene molto meno autonoma. I volantinaggi e le attività esterne venivano fatte con una forte osmosi di militanti, mentre prima i gruppi di zona erano molto legati alla figura del capozona. Di fatto scompare la struttura delcuib, esistono solo le strutture di zona che costituiscono l’ossatura del lavoro politico esterno nelle due parti della città. Sono decisamente banditi dalle scuole quadri i testi apertamente nazisti, come Dottrina aria di lotta e vittoria – un opuscolo di Evola sulla duplice guerra santa – e La conquista di Berlino, l’autobiografia in cui Goebbels racconta l’assalto alla “capitale rossa”.
La scuola quadri è ora improntata al passaggio ad una fase di maturazione e di coinvolgimento del militante. Si cerca cioè di non far calare più le decisioni dall’alto e anche le decisioni politiche operative, che pure erano decise in sede nazionale, erano poi discusse da tutti quanti. Con il senno di poi si può dire che tutto dipendeva dall’incrinarsi di alcuni fattori: i militanti, abituati ad un ruolo subalterno in una struttura dove i vertici erano autoritari e gerarchici, si trovano ora ad avere un rapporto con vertici democratici dialettici, pur rimanendo in una posizione di subalternità. Un minimo di crescita personale si salda all’accettazione di una impostazione che viene riconosciuta giusta perché tale la ritenevano i capi, ma anche perché in qualche modo in questa direzione cominciano ad esprimere la propria personalità.
Il terreno è reso fertile dalla composizione politica: cala il peso numerico di quartieri tradizionalmente su posizioni di “destra”, come Balduina ed Eur, prevale la realtà di Roma Sud, il cui leader era Lombardi, un militante dalla forte vocazione sociale e proletaria. Ci sono alcuni militanti dell’Aurelio, 2 o 3 dell’Eur, 4 o 5 pariolini e un gruppo forte a Montesacro, Talenti, Trieste Salario, dove – pur non essendoci le posizioni di sinistra dell’Aurelio – non c’erano nemmeno i nazifighetti.
Settembre ha una vita brevissima: dall’estate 81 a quella 82.
Il primo momento di tensione con il centro estero si verifica nell’autunno 81sulla valutazione politica del processo all’organizzazione.
Tomaselli arriva a Terza posizione in un quadro mentale non integralmente neofascista, convinto che TP non sia un’organizzazione neofascista e che anzi la struttura politica organizzativa sia orientata in maniera diversa da quella che poi scopre essere stata ed essere: essendo noto come un simpatizzante delle guerriglie nazionaliste, nella fase del “corteggiamento” politico, Fiore, che è assai spregiudicato e disinvolto, gli ha offerto l’immagine dell’organizzazione aTomaselli più consona.
Nei contatti telefonici con i latitanti all’estero ovviamente i dissensi non si possono manifestare, limitandosi ai semplici scambi di informazioni organizzative. Si dà per scontato un accordo di fondo che non c’era. Evidentemente Settembre sviluppa una delle tendenze presenti in TP, ritenuta compatibile per un certo periodo dai londinesi sulla base del principio della saldezza al centro e della mobilità alla periferia, che è poi un concetto di strumentalità della periferia rispetto al centro.
Dopo l’arresto di Tomaselli a Brescia per una rissa dopo una manifestazione, il 25 aprile 1982, Spedicato e Adinolfi rientrano in Italia e riprendono il controllo dell’organizzazione, rimuovendo la rete di quadri costruita daTomaselli. Commissariano la sede di Latina con Andrea Insabato che sostituisce Carlo Battaglia. Rimuovono Lasdica (Napoli) e Casellato(Padova) e li sostituiscono con Riccio e Di Cillia.
L’organizzazione subisce un radicale processo di militarizzazione con l’immissione nell’illegalità di ampi settori di militanti, finendo per andare a costituire una struttura di supporto agli ultimi NAR, dove – dopo l’arresto diFrancesca Mambro – tutti i militanti più compromessi sul piano giudiziario, tranne Cavallini e Zani, sono ex dirigenti (Nistri, Vale) o militanti (Sordi,Belsito, Soderini) di Terza Posizione.
Il giornale viene censurato, l’esperienza del Comitato contro la tortura e la campagna di scritte contro i gorilla, liquidate.
Nell’agosto c’è a Lignano un tentativo di riconciliazione con un vertice di massa dell’organizzazione. I quadri tomaselliani non partecipano. Tomasellipropone ai quadri esteri di farsi da parte e di lasciar decidere sul dissidio ai militanti riuniti in una conferenza di organizzazione allargata per regolare le questioni di linea e di leadership. In questa sede affiora con forza l’ormai maturata incompatibilità antropologica. L’arresto a settembre 1982 diTomaselli in compagnia di Sordi e la successiva retata dopo il pentimento di quest’ultimo – con decine di militanti arrestati – porta al definitivo smantellamento dell’organizzazione.