LO SPONTANEISMO ARMATO (1975-1982)

amata

Se è ormai fuor di dubbio che lo spartiacque per la nascita della lotta armata di destra è rappresentato dalla strage di via Acca Larentia (Roma, 7 gennaio 1978: due giovani missini assassinati da un commando di sinistra, un terzo durante scontri con i carabinieri), ciò non esclude che i prodromi di tale passaggio si concretizzino anni prima, almeno A partire dal 1975, quando la vecchia dirigenza dell’estremismo neofascista è quasi tutta costretta alla latitanza a causa delle numerose inchieste giudiziarie che implicano molte di quelle organizzazioni nella stagione dello stragismo.
Falliti i tentativi di unificare le vecchie strutture ormai pressoché disattivate diOrdine Nuovo e di Avanguardia nazionale, naufragata in pochi giorni l’idea di ricreare su base lottarmatista su ciò che restava in Italia dell’ordinovismo, il primo leader della destra estrema italiana a scegliere la strada del terrorismo a viso scoperto è Pierluigi Concutelli, ordinovista da sempre, il quale – assassinando il giudice Vittorio Occorsio, impegnato in prima persona in una serie di inchieste molto mirate contro il neofascismo – traccia una strada di non ritorno per decine e decine di giovani che per anni vedranno in lui il vero capo, l’emblema della ribellione armata, ma allo stesso tempo un modello che merita uno svecchiamento, un ammodernamento.
E non è quindi un paradosso che la scelta delle armi a destra sia preceduta – specie nei settori più giovani della destra estrema – da un tentativo di costruire una nuova identità, attraverso una visione più movimentista della politica. Ed è di appena sette mesi prima della strage di Acca Larentia il primo campo Hobbit, una sorta di “Festa del Parco Lambro” di destra.
Racconterà uno dei principali esponenti della scelta armata a destra,Giuseppe Dimitri, leader di Terza Posizione. “Per me la lotta armata è cominciata proprio dopo Acca Larentia. Quel giorno è come se fosse crollata per noi ogni tipo di speranza. A quel punto la cultura subalterna, la riserva indiana che noi eravamo si sente espulsa dal mondo. Lì scattano, soprattutto, dinamiche psicologiche e collettive. Tre ragazzi di destra uccisi. Ma due li hanno eliminati nostri antagonisti di sempre. Il terzo è stato ucciso dallo Stato. A quel punto ci sentiamo davvero soli contro tutti”.
Nasce così una violenza organizzata, ma irrazionale, confusa, priva di programmi politici specifici che si basa su una serie di sigle in perenne contrasto tra loro.
Più una reazione a caldo, che una scelta strategica. Il terrorismo nero diventa così una scorciatoia non tanto per la presa del potere, quanto per rompere un isolamento politico ritenuto ormai insostenibile. Una stagione armata che si esaurirà drammaticamente nel giuro di appena cinque anni.

COSTRUIAMO L’AZIONE

TERZA POSIZIONE

I NAR