Lotta di Popolo

primula

La tendenza innovativa che darà vita all’esperienza originale di Lotta di Popolo nasce dalla decisione del vertice missino di controllare i movimenti del gollista Pacciardi in vista del golpe De Lorenzo (anche se sarebbe più corretto parlare, mutuando il più ricco lessico spagnolo, di “intentona”: non colpo militare ma avvertimento dei militari per condizionare il corso politico).
I giovani ed affidabili quadri “infiltrati” in Primula goliardica, organizzazione giovanile dell’Unione della Nuova Repubblica, però ci prendono gusto e partono per la tangente: c’è chi come Vittorio Sbardella, già Guardia al Labaro, si mette a fare politica sul serio, con la DC, e chi invece, come EnzoMaria Dantini, diventerà un punto di riferimento costante per ogni nuovo movimento di tendenza rivoluzionaria della destra radicale .
L’Organizzazione Lotta di Popolo è fondata il 1° maggio 1969 nella casa dello studente a Roma, ma il battesimo del fuoco è del 16 marzo 1968, quando un consistente numero di quadri del Movimento studentesco di giurisprudenza decidono di scontrarsi con gli squadristi missini venuti a “liberare” l’università occupata dai “rossi”.
Il primo scontro sulle scale di Lettere è fratricida: ma i compagni avranno il tempo di riorganizzarsi andando all’assalto di Giurisprudenza (episodio passato alla storia per lo sfondamento della schiena di Oreste Scalzone) dove si asserragliano missini e gli universitari di Nuova Caravella (che nella prima fase degli scontri si erano tenuti da parte insieme a Stefano Delle Chiaie e ai suoi fedelissimi).
Da una prima scrematura di fascisti ribelli andati effettivamente in crisi con l’esplosione del Movimento Studentesco, nasce il Movimento Studentesco Operaio d’Avanguardia, con un più evidente richiamo alla tradizione della sinistra nazionalsocialista tedesca. Alcuni quadri completeranno il percorso individualmente facendosi “compagno” (tra questi anche quadri militari diPotere operaio che avranno anche un ruolo nel movimento armato alla fine degli anni Settanta), ma il grosso resterà a metà del guado: respinti da una sinistra diffidente e in rottura con una destra in cui non si riconoscono più. E proprio questa forbice sarà letale per le sorti del gruppo.
Secondo “Da Jeune Europe alle BR”, l’OLP nasce dalla fusione dei resti diJeune Europe, del MS di Giurisprudenza, di transfughi di Avanguardia Nazionale (Serafino di Luia), dei napoletani di Avanguardia di popolo(Pietro Golia, Gianni Marino e Aldo Guarino) e di alcuni membri diPrimula goliardica. Sauveur parlerà anche di membri di Potere europeo eUniversità europea, altri gruppi studenteschi cresciuti nel gran cruogiolo del Sessantotto.
L’OLP mutua le parole d’ordine della sinistra contro sindacati, revisionisti e condanna in termini razzisti e antiebraici l’aggressione israeliana in Medio Oriente. Ha sede a Roma a via dei Marruccini ed è presente con forza a S. Lorenzo, quartiere rosso. A Napoli giungerà ad avere tre sedi.
L’Organizzazione Lotta di Popolo dà vita a organizzazioni parallele in Spagna, Francia e Germania (NRAO- National-Revolutionare Aufbau Organisation). In Francia – dove confluiscono dissidenti nazionalisti di sinistra di Ordre Noveau e “socialisti europei” di Pour une Jeune Europe – il capo è Yves Bataille che sarà poi animatore di un comitato internazionale di solidarietà con Franco Freda.
Con caratteristiche spiccatamente innovative, Lotta di Popolo rappresenta la prima esperienza saldamente tercerista, con forti connotati antisionisti e antimperialisti, al punto da meritarsi l’epiteto mediatico di gruppo nazimaoista. Secondo Francesco Ingravalle – in un saggio del 1979 sulla rivista franceseTotalité – l’OLP rappresenta l’esigenza di innestare la rivoluzione tradizionale sui movimenti che emergono dalla frattura tra paese reale e paese legale.
Nell’Olp, il popolo è visto come realtà in movimento che cerca di darsi un’unità di destino, di cultura e di azione attraverso le avanguardie politiche che nascono dalla lotta, contro i miti democratici della delega e del parlamentarismo. Viene sviluppata parallelamente la critica delle quinte colonne della sinistra nel movimento di contestazione globale e dell’estremismo di destra, contro l’opposizione borghese fascismo/antifascismo.
L’Olp rappresenta un tentativo, stroncato dalla repressione, di tradurre in pratica una linea politica analoga a quella del gruppo di Ar. Il rifiuto di partecipare allo scontro tra gli opposti estremismi sarà lo scoglio su cui si arena definitivamente l’esperienza originale del gruppo: l’estrema sinistra infatti nega la possibilità di esistere a una “terza posizione” sulla linea dello scontro tra antifascismo e anticomunismo e continuerà ad attaccare sistematicamente uomini e sedi dell’OLP.
Nel 1973 la spaccatura tra una “linea nera” (espressa da Dantini, Leucio Miele, Puccio Spezzaferro, Walter Spedicato) e una “linea rossa” (diretta da Ugo Gaudenzi) porterà all’autoscioglimento.
I “rossi” si ricicleranno nella sinistra riformista (Psi e Psdi), i neri animeranno il “Comitato Pro Freda” e fonderanno a Roma la “Libreria Romana” che sarà a sua volta oggetto di un micidiale attacco a colpi di molotov di un commando dell’ultrasinistra.
Il giudizio storico più esaustivo sull’OLP è di Gabriele Adinolfi, il fondatore di Terza Posizione, attualmente impegnato nel network di Sinergie europee, ma da ragazzino militante del Fronte studentesco, coordinamento giovanile dell’OLP: “Lotta di Popolo ha un valore molto importante dal punto di vista storico – anche se probabilmente è conosciuto da pochi – e dal punto di vista psicologico attitudinale, perché riesce a sintetizzare le esperienze e le acquisizioni di coscienza avvenute negli anni ’60 attraverso tutta una serie di forme autonomiste e innovative, come l’Orologio, come Nuova Repubblica, JE, FNCRSI, però riesce a farlo con linguaggio moderno, grazie appunto alla mentalità innovatrice che è stata colta, con linguaggio attuale, concreto e contemporaneamente con riferimenti diretti a determinate esperienze storiche del passato, specificamente il NazionalSocialismo e con riferimenti precisi – anche a livello di manifesti e di punti programmatici – al Mein Kampf. E` una ripresa storica di un passato al quale ci si ricollega direttamente senza l’aggancio alle sterilità e alla larvalità del dopoguerra, una sintesi di innovazioni avvenute negli anni precedenti, un cavalcare il presente in vista del futuro, un cambiamento anche a livello semantico, sintattico, espressivo. Si presenta come vera e propria avanguardia dirompente, ed essendo appunto un avanguardia si trova, almeno per quanto riguarda l’ambiente nel quale è maturato, nettamente in anticipo rispetto ai tempi: almeno un decennio di vantaggio rispetto alle possibilità di essere recepita ed è questo il motivo per cui resta un fenomeno elitario. Però i suoi spunti vengono ripresi e finiscono per influenzare o avere un dialogo con realtà di tipo rivoluzionario come il Mpon e le edizioni di Ar.Arrivano a influenzare dal punto di vista ideologico ed espressivo, fenomeni rivoluzionari futuri come Terza posizione”.