Europa Civiltà

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Alla fine del 1969 gli evoliani ortodossi del Movimento integralista europeo, che contestano la svolta monastica dei “convertiti” a un cattolicesimo intransigente e comunitario, si fondono con un consistente gruppo di fuoriusciti torinesi di Ordine Nuovo che avevano dato vita al foglio “radicale” Terra bruciata.
Nasce Europa Civiltà, dichiaratamente neo-pagana, che allargando la presenza in tutta Italia raggiunge i duemila aderenti.
La dirigenza è ricca di personalità e composita: Loris Facchinetti, Stefano Serpieri, Aristide Penna, Arturo Di Stefano, Mauro Tappella, Nino Romano, Valtenio Tacchi e Massimo Forte, Alberto Ribacchi, ex segretario giovanile del MSI e imputato nel processo FAR.
Sotto la croce ricrociata di Europa civiltà convivono il fine etruscologoMario Polio e il “lupo di Monteverde”, Claudio Buffa, ex legionario, attivo nel Fronte nazionale, protagonista nel maggio ’68 dell’assalto all’ambasciata di Francia.
Il nuovo gruppo si caratterizza da subito come una delle organizzazioni di civili di sostegno all’attività controrivoluzionaria delle Forze armate. I dossier sulla violenza fascista parlano di addestramento paramilitare e denunciano il ruolo di istruttore di Buffa, che alterna le attività “escursionistiche” di Europa civiltàalla frequentazione dei cortei dell’ultrasinistra con tanto di distintivo di Mao al bavero.
Corsi di judò e di karatè hanno luogo al modico costo di settemila lire nella palestra dei parà di via Eleniana, una delle basi del golpe Borghese. Corsi di paracadutismo si svolgono a Guidonia. Il gruppo ricerca contatti sistematici con le Forze Armate e sostiene l’aumento del budget della Difesa.
A partire da un rapporto con un gruppo di discendenti di ufficiali della Guardia bianca riparati in Occidente, Nino Romano costruisce una rete di volontari per l’Est, che alterna azioni “aperte” e iniziative “coperte”.
Valtenio Tacchi, che sarà inquisito per il golpe Borghese, e Teresa Marinuzzi s’incatenano ai grandi magazzini GUM di Mosca e sono arrestati mentre un altro militante che distribuisce volantini di protesta ad Atene viene solo espulso. Le due azioni sono concordate con i servizi segreti greci: un’operazione propagandistica per contrapporre l’illiberalità sovietica allo spirito di tolleranza dei colonnelli.
Il network anticomunista svolge attività anche in Ungheria, Cecoslovacchia, Polonia e Croazia. La disponibilità di un collaudato circuito clandestino oltrecortina è appetibile per i nostri apparati di sicurezza. È su questo terreno scivoloso che matura quello che è definito il “lento scivolamento verso una forma di pragmatismo e di machiavellismo politico, nella speranza di riuscire a dominare gli eventi”.
Il leader torinese Tosca colloca nel 1971 – dopo un’ondata di arresti e mentre è detenuto in Urss Cocco – l’inizio dei “contatti con uomini e organismi discutibili, pensando di acquisire informazioni o di crearsi un cordone protettivo da successive e probabili repressioni” per poi ammettere che fu “un grosso errore”.
Ma le “relazioni pericolose” sono precedenti. I militanti – guidati da Stefàno, amico di Saccucci – partecipano in massa al putsch Borghese, ma al termine dell’istruttoria sono prosciolti. Da tempo Serpieri collabora con il SID, che lo usa per informazioni su Merlino e Avanguardia nazionale giovanile.
Il maresciallo Tanzilli inserirà sue confidenze nella nota del 17 dicembre 1969 che per la prima volta attribuisce all’Aginter press di Lisbona e adAvanguardia Nazionale la responsabilità della strage di Piazza Fontana.
Serpieri faceva l’informatore anche per l’Ufficio politico e perciò era stato fatto incontrare con Merlino in Questura a Roma la sera del 12 dicembre.
Il capo riconosciuto di Europa Civiltà è Loris Facchinetti, che viene fermato per reticenza nell’inchiesta sulla strage di Milano.
Il suo tentativo di entrare in massoneria è bloccato dal leader dell’ala anti-gelliana, l’ingegnere Francesco Siniscalchi. Il Grande Oriente compra una quota di minoranza della casa editrice Atanor i cui soci di maggioranza sonoFacchinetti, Valtenio Tacchi, e Mauro Tappella, segretario generale del gruppo. Gli altri due soci nel dicembre 1978 sono ammessi nella loggia “Lira e spada” grazie ai buoni uffici del Gran Maestro, l’avvocato Minghelli.
Il contatto con la massoneria “nera” era costituito da Elvio Sciubba, già gran commentatore del rito scozzese antico ed accettato, fautore della fusione tra Palazzo Giustiniani e la piccola loggia reazionaria del principe Alliata di Monreale.
Nel maggio 1981 Tacchi e Tappella sono fermati e Facchinetti è arrestato per i rapporti con la banda di Egidio Giuliani, l’ultrà nero che riforniva di armi e documenti falsi i fuoriusciti delle BR. L’Atanor è perquisita e chiusa.
Per i legami con i servizi segreti e con la massoneria, nel carcere di VolterraVincenzo Vinciguerra, reo confesso della strage di Peteano, imporrà aFacchinetti di andare alle “celle” d’isolamento, trattamento riservato agli “infami”.
Qualche anno dopo, al termine di un lungo travaglio, Facchinetti riscopre il Cristianesimo. Un percorso già consumato dai torinesi, la cui ricerca di una via di realizzazione spirituale si era conclusa con una conversione di massa che aveva anticipato, alla fine degli anni Settanta, la fine dell’organizzazione.