Movimento Integralista Europeo

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Ordine nuovo non è l’unica esperienza organizzativa segnata dall’imprinting evoliano. Un altro filone di seguaci del Maestro tenterà di coniugare – a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta – integralismo cattolico, ascesi mistico-guerriera e più empirica fornicazione con certa massoneria di frangia: il terreno di confronto non sarà però la ricerca sapienzale, ma l’area grigia dove convivono faccendieri, uomini dei servizi segreti e militanti organici agli apparati di sicurezza atlantica.
Pensiamo all’esperienza del Movimento integralista europeo i cui dirigenti nascono cattolico-tradizionalisti, passano nel fuoco di una scissione – che dà vita all’esperienza organizzativa di Europa civiltà – crescono alla scuola del Sid e concludono la parabola politica ed esistenziale dando vita a una casa editrice esoterica finanziata dal Grande Oriente.
Il Movimento è fondato nel 1965 da un gruppo di giovani provenienti da esperienze politiche e culturali differenti (dal MSI a Ordine nuovo): il simbolo è una folgore che taglia un triangolo rovesciato. Tra i leader ci sono Giorgio Ceci, Bruno Stefàno, Loris Facchinetti, Fabio De Martino, Paolo Mielie Gianfranco Sale.
Il gruppo recluta centinaia di aderenti nel Lazio. Ben presto sono aperte cinque sedi a Roma, una in centro, quattro nei punti cardinali della Capitale. Il richiamo dottrinario al tradizionalismo evoliano si manifesta nella struttura organizzativa: un presidente, Bruno Stefàno, e sette Reggenti (come i Re di Roma) che guidano effettivamente l’organizzazione. Il movimento ripudia lo squadrismo e l’attivismo di piazza anche se Facchinetti si distingue negliscontri all’università di Roma del 28 aprile 1966, nei quali muore lo studente socialista Paolo Rossi.
L’intenzione dichiarata è di formare i militanti sul piano esistenziale per costituire un Ordine separato dalla politica ufficiale. La futura e decisiva battaglia dell’ultima fase del Kali-Yuga richiede uomini formati spiritualmente e ben addestrati. I corsi dottrinari sono accompagnati dall’esercizio sportivo: l’alpinismo, il motociclismo, la pesca subacquea, tutto ovviamente nei canoni dell’ortodossia evoliana. Tra le arti marziali la scelta cade sull’aiki-do, individuata come via pratica di realizzazione interiore alla luce di alcune pagine evoliane sulla spiritualità orientale. L’iniziatore è Stefano Serpieri che ha frequentato il Maestro da ragazzino e a vent’anni è stato tra i fondatori di Ordine nuovo. Serpieri educa decine di militanti integralisti alla mistica di una disciplina dove l’avversario non esiste perché è la sua stessa forza che gli si rivolta contro.
L’esperienza del movimento accentua la mentalità militarista e la retorica guerriera, creando tensioni tra i dirigenti: alcuni quadri, in nome dell’ortodossia evoliana, antepongono l’ascesi mistica alla via del guerriero. La ricerca di “una via tradizionale che fosse incarnabile nel tempo e nello spazio presenti”produce la conversione al cattolicesimo e la nascita di una comunità semimonastica a Vicovaro, dedita allo studio, alla preghiera, al lavoro dei campi che circondano il cascinale.
La comunità neo-cattolica si dissolve nel 1968: alcuni passano a sinistra, altri si disperdono. Alla via contemplativa dei convertiti si oppone la scelta degli “inamovibili” guidati da Facchinetti, che danno vita all’esperienza di Europa civiltà.