Primula Goliardica

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Se l’Orologio è il laboratorio teorico, Primula Goliardica è la grande occasione, all’inizio degli anni Sessanta, per numerosi quadri neofascisti di fuoriuscire dalla strettoia tra sottobosco parlamentarista e routine attivistica extraparlamentare.
Primula Goliardica è il movimento giovanile dell’Unione democratica per la Nuova Repubblica, l’organizzazione gollista fondata dall’eroe antifascistaRandolfo Pacciardi, contrario al centrosinistra, ma in cui hanno ruoli di spicco ex ultrà come Giano Accame e Renzo De Felice, uno dei martiri delle “giornate di Trieste”.
Il progetto politico è rigorosamente presidenzialista e Pacciardi sarà per un decennio il referente politico dell’ala legalitaria e più fedelmente atlantista del “partito del golpe”.
Per alcuni attivisti, come Vittorio Sbardella, già Guardia al labaro e picchiatore di punta (uno dei pochi, tra i giovani, fedelissimo alla direzione micheliniana) sarà l’occasione per il passaggio alla “politica seria”, nei ranghi della corrente andreottiana.
Per altri, da Ugo Gaudenzi a Enzo Maria Dantini (già dirigente deiVolontari nazionali, il servizio d’ordine del MSI), sarà la prima di una serie di esperienze movimentiste in cui, curiosamente, il connotato dell’antiamericanismo sarà perlomeno pari a quello del tradizionale antisovietismo. Con una macchia incancellabile per il secondo. Quando tra gli elenchi di Gladio spunta il nome di Dantini, infatti, il professore si difende con rabbia: io sono sempre stato rabbiosamente antiamericano…
Ma il vecchio Pacciardi nella sua autobiografia, pubblicata proprio nel 1990, parla di un suo seguace, studente in mineralogia, che faceva gli attentati per conto dei servizi segreti in Alto Adige, durante la “stagione dei tralicci”. Nessun lettore avvertito ha avuto dubbi sull’identità di questo studente neogollista.
Proprio l’ambiguità tra attivismo giovanile neofascista, atlantismo pacciardiano e movimentismo antimperialista di Primula Goliardica sarà un handicap insormontabile nel ’68 per il generoso tentativo di questi militanti di rompere gli steccati tra destra e sinistra, nel primo di una serie di tentativi di fondazione di un movimento rivoluzionario unitario delle nuove generazioni.
Primula Goliardica parteciperà comunque a pieno titolo alle prime fasi alle occupazioni del ’68: e in occasione della “scellerata spedizione punitiva” del 16 marzo alla Sapienza occupata (la definizione è dello stesso Rauti, ma 20 anni dopo) non esiterà a schierarsi con il movimento, contro i mazzieri missini.
Per poi esplodere subito dopo: alcuni quadri completeranno il percorso, passando individualmente a sinistra, altri daranno vita alla prima esperienza originale di “terza forza” in Italia.