Le stragi dimenticate, bombe che non esistono più

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Nel 1974 i segnali di ripresa dello stragismo sono evidenti fin dal 21 aprile, quando, sulla linea ferroviaria Bologna-Firenze, all’altezza di Prato, saltano in aria venti metri di binario.
Nella notte tra il 22 e il 23 dello stesso mese un’ondata di attentati, firmati Ordine Nero e Ordine Nuovo, investe Milano, Lecco e Perugia.
Il 20 maggio, otto giorni prima della strage di piazza della Loggia, sempre a Brescia, salta in aria, mentre viaggia a bordo della sua vespa, Silvio Ferrari, estremista di destra, militante del gruppo Anno Zero. Ferrari trasporta esplosivo o qualcuno gli ha imbottito la vespa? “Incidente sul lavoro” o omicidio? Anche la morte di Silvio Ferrari resterà un mistero.
Il 6 agosto, due giorni dopo le bombe al treno Italicus, 18 chili di tritolo vengono scoperti sulla linea ferroviaria Pistoia-Bologna.
Il 20 novembre, infine, per la quarta volta Savona viene colpita da un attentato dinamitardo.