Quando Moro, dal “Carcere del popolo” delle BR, parlava dei palestinesi

Moro(Publifoto)

In due lettere scritte dalla sua prigionia Aldo Moro, il presidente della Dc rapito dalle Brigate rosse, scrisse dei palestinesi e della loro lotta.
Sono due lettere che è necessario rileggere per capire il ruolo esercitato dall’Italia nella vicenda palestinese e soprattutto in relazione all’immunità di cui il Paese godette per lunghi anni all’indomani della strage di Fiumicino (1973).
Aldo Moro scrive apertamente: “Dunque, non una, ma più volte, furono liberati con meccanismi vari palestinesi detenuti ed anche condannati, allo scopo di stornare gravi rappresaglie che sarebbero poi state poste in essere, se fosse continuata la detenzione. La minaccia era seria, credibile, anche se meno pienamente apprestata che nel caso nostro. Lo stato di necessità è in entrambi evidente”.
Moro ammette quindi che tra Italia e Palestina (e più precisamente con le forse più estreme della Resistenza palestinese) esistessero accordi. Gli stessi che saltarono nel novembre 1979 con la scoperta dei missili di Ortona.

LA LETTERA DI MORO A ERMINIO PENNACCHINI
(Sottosegretario con delega ai servizi segreti)

LA LETTERA DI ALDO MORO A FLAMINIO PICCOLI
(Presidente Gruppo DC alla Camera)