VERSO L’INNOCENZA DI MAMBRO E FIORAVANTI Le novità scoperte dal giudice Salvini

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Una ricostruzione minuziosa e dettagliata di tutte le imprese criminali da loro portate a termine, l’ammissione – senza reticenze – delle loro responsabilità penali e politiche, l’espiazione delle condanne che diversi tribunali hanno loro inflitto: Francesca Mambro e Valerio Fioravanti hanno pagato (e ancora stanno pagando) i loro conti con la giustizia.
Hanno spiegato come e perché dettero vita ad una banda armata denominataNAR (Nuclei armati rivoluzionari), hanno raccontato come e perché decisero di uccidere magistrati, poliziotti, “pentiti”, avversari politici, hanno narrato fin nei minimi particolari le rapine con cui si autofinanziavano e che spesso finivano in maniera cruenta. E per tutti i fatti loro attribuiti sono stati ampiamente condannati.
Una sola imputazione hanno sempre respinto con sdegno e veemenza: quella di essere gli esecutori della strage alla stazione di Bologna.
Incastrati soltanto sulla base di una quanto mai equivoca testimonianza di un piccolo malavitoso e di un cervellotico teorema giudiziario sviluppato negli anni – con gli immancabili aggiustamenti – dalla procura di Bologna, teorema, oltretutto, monco e traballante (se loro hanno messo la bomba alla stazione di Bologna, a che scopo lo avrebbero fatto e, soprattutto, mandati da chi?),Mambro e Fioravanti sono stati condannati con sentenza definitiva della Cassazione.
Ma sono stati davvero loro? O ci troviamo di fronte ad un evidente errore giudiziario che, oltre a condannare degli innocenti, lascia a piede libero i veri responsabili della più grave strage che abbia mai insanguinato l’Italia repubblicana?
Attorno all’azione dei NAR sono state costruite dalla magistratura le teorie più ardite. I NAR braccio armato della loggia P2. I NAR braccio armato di Cosa nostra (come se alle cosche mancassero killer professionali). Valerio Fioravanti è stato messo in relazione alla massoneria deviata di Licio Gelli, alla banda della Magliana. Perfino ai servizi segreti. Lo hanno accusato di aver ucciso il giornalista Mino Pecorelli ed il presidente della Regione SiciliaPiersanti Mattarella: con il tempo queste accuse sono miseramente crollate. Resta faticosamente in piedi il terzo lato del triangolo: la strage di Bologna.
In queste pagine Misteri d’Italia si propone di raccogliere materiali atti a dimostrare la completa estraneità di Francesca Mambro e Valerio Fioravanti da quell’orrendo eccidio.

IL PARADOSSO DI UNA SENTENZA DEFINITIVA
perché la magistratura di Bologna non vuole indagare
su alcuna pista alternativa?

PERCHE’ SONO TANTI A SINISTRA
A CREDERE NELL’INNOCENZA DI MAMBRO E FIORAVANTI
PER LA STRAGE ALLA STAZIONE?
E comincia a ragionare anche qualche magistrato