BOLOGNA, 2 AGOSTO 1980: LA STRAGE ALLA STAZIONE

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Le lancette dell’orologio della sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna si fermano sulle 10.25: è quello l’esatto momento in cui esplode un ordigno ad altissimo potenziale. La presenza di un treno fermo sul primo binario crea un onda d’urto che provoca il crollo dell’intera ala sinistra dell’edificio. Una strage di dimensioni allucinanti: 85 morti e 200 feriti. E’ la strage più grave che si sia mai verificata in Italia, ma anche una strage anomala perché si verifica in un momento politico diverso e ormai lontano da quello in cui si collocano le altre stragi, quelle degli anni Settanta. Dopo una serie interminabile di processi – tutti molto indiziari ed ideologici, conclusisi con esiti alterni – per la strage alla stazione di Bologna sono stati condannati con sentenza definitiva, in quanto esecutori materiali, due esponenti dello spontaneismo armato neofascista: Valerio Fioravanti e Francesca Mambro che da sempre protestano la loro innocenza. Condannati,  ma  solo per depistaggio, anche i gran maestro della Loggia P2 Licio Gelli e due militari dei servizi segreti .Anche se sotto il profilo giudiziario – a meno di un doveroso processo di revisione – la strage di Bologna non può essere annoverata tra le stragi insolute, a parere di chi scrive è proprio questo orrendo episodio uno dei più grandi punti interrogativi nella storia dei misteri d’Italia.

IL PUNTO SULLE INDAGINI
Nella relazione Pellegrino

IL VIDEO DELLA STRAGE
L’esplosione alla stazione di Bologna,
i funerali delle vittime,
le dichiarazioni del capo dello Stato Sandro Pertini,
il discorso del sindaco Renato Zangheri
e interventi di altre personalità.

UNA PISTA ALTERNATIVA
che porta alla Resistenza palestinese