MA NON TUTTO ANCORA E’ CHIARO. La relazione della Commissione stragi

pellegrino

L’attentato di Peteano è uno dei pochissimi episodi di strage dei quali conosciamo se non tutta, almeno una parte preponderante di verità.
Della strage di Peteano, infatti, conosciamo oggi gli esecutori e – stando alle confessioni di Vincenzo Vinciguerra – anche il suo significato. Ma in realtà la motivazione di quel gesto di terrore sembra ancora oggi non del tutto convincente.
Vinciguerra, infatti, non spiega come mai la Fiat 500 carica di tritolo, in pratica un’autobomba, rimase abbandonata in una zona isolata, pronta ad esplodere, per diversi giorni, prima che una telefonata anonima avvertisse i carabinieri che caddero così in una trappola.
Un attentato contro i carabinieri, quindi, considerati nemici contro cui condurre “un atto di guerra” (la definizione è dello stesso Vinciguerra), con la possibilità, però, che l’autobomba uccidesse qualche civile, magari solo incuriosito da un’auto abbandonata in un prato, con dei fori di proiettile ben in vista.
Quella che proponiamo di seguito e l’analisi della Commissione stragi (relazione Pellegrino) ricca di interessanti spunti di riflessione.

LA RELAZIONE
DELLA COMMISSIONE STRAGI