GIOIA TAURO, 22 LUGLIO 1970:UN INCIDENTE? NO, UNA STRAGE, Quel treno carico di morte

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La “Freccia del sud”, un treno carico di passeggeri, tra cui non pochi pendolari, deraglia nei pressi della stazione di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria, il 22 luglio 1970: i morti sono sei, 50 i feriti. Una commissione d’inchiesta stabilirà che si tratta di un incidente, anche se diversi bulloni che fissano i binari sulle traversine, verranno trovati allentati o addirittura svitati. Quattro ferrovieri verranno incriminati per il deragliamento del treno. Sarà solo dopo molti anni che una inchiesta più attenta accerterà che la tragedia di Gioia Tauro non è da addebitarsi alla fatalità, ma ad un attentato di cui ignoti resteranno per sempre – anche a causa del troppo tempo trascorso – gli esecutori e i mandanti.
Inspiegabile anche il movente di un simile gesto terroristico.
Secondo una versione corrente, ma mai suffragata da elementi di prova, la matrice dell’attentato di Gioia Tauro è da collegare con la rivolta di Reggio Calabria, scoppiata appena otto giorni prima, il 14 luglio, alla notizia che è Catanzaro la città designata quale sede dell’appena eletta assemblea regionale.
Nata dalla collera popolare, innescata dallo stato di abbandono in cui versa il meridione d’Italia, la rivolta di Reggio Calabria sarà presto egemonizzata dalla destra estrema.

LE VITTIME