L’ULTIMO PROCESSO (2000 – 2005) Dall’ordinanza Salvini all’ennesimo fallimento

Funerali
I funerali delle vittime della strage di piazza Fontana

L’ultima inchiesta sulla strage di Piazza Fontana comincia nel 1986. Nel luglio 1988, l’inchiesta viene affidata al giudice istruttore Guido Salvini. Nel 1991, dopo le rivelazioni sull’esistenza di Gladio, le indagini riprendono forza. Nello stesso anno, Vincenzo Vinciguerra comincia a collaborare con la magistratura. Nel 1993 anche Carlo Digilio comincia a collaborare.

A marzo 1995, Salvini deposita in cancelleria una prima sentenza – ordinanza di rinvio a giudizio, mantenuta segreta, per molti episodi terroristici. Da questa ordinanza resta però esclusa la vicenda della Banca nazionale dell’Agricoltura.

Nell’aprile 1995 il giudice milanese Grazia Pradella diventa titolare del troncone dell’inchiesta su piazza Fontana, che da quel momento riprende con il nuovo rito. La Pradella utilizza il lavoro di Salvini con il quale avrà però rapporti piuttosto difficili. Nel settembre 1996 la Pradella verrà affiancata da Massimo Meroni.

Nel luglio 1995, il giudice Pradella iscrive nel registro degli indagati, per il reato di strage, alcune persone tra cui Delfo Zorzi e Carlo Maria Maggi.

A marzo 1997 Salvini deposita presso i colleghi Pradella e Meroni gli atti dell’istruttoria relativa ai primi 22 imputati ritenuti appartenenti ad Ordine Nuovo, tra cui Zorzi, Siciliano, Rognoni, Azzi, Freda e Ventura. Le imputazioni riguardano i reati commessi dal 1966 agli inizi degli anni ’80.

Il 14 giugno 1997, su richiesta dei pm milanesi Grazia Pradella e Massimo Meroni, la Digos di Venezia arresta Carlo Maria Maggi, mentre l’arresto di Delfo Zorzi non è eseguito perché Zorzi vive in Giappone, paese di cui ha acquisito anche la cittadinanza. Carlo Maria Maggi e Delfo Zorzi sono accusati di concorso in strage insieme a Franco Freda e Giovanni Ventura, nei cui confronti non si può procedere perche per questo reato sono stati assolti con una sentenza passata in giudicato. Nella stessa inchiesta è indagato per concorso in strage anche l’ordinovista milanese Giancarlo Rognoni, principale esponente del gruppo “La Fenice”.

L’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip Clementina Forleo e composta da circa 250 pagine sostiene che la strage alla Banca dell’Agricoltura fu “una strage di stato contro lo stato” voluta ed appoggiata dai servizi segreti di allora, dal Sid e dall’Ufficio Affari riservati del Viminale per favorire in Italia il cosiddetto ‘Golpe Borghese’: un progetto di colpo di stato che doveva verificarsi alla fine del 1969 ma che poi fu ‘rinviato’ di un anno. Ma il Gip calca la mano anche sul “disegno degli apparati istituzionali dell’epoca per compiere atti terroristici, depistaggi di indagini”, in particolare verso l’estrema sinistra.

Un intero capitolo dell’ordinanza Forleo è dedicato ai rapporti tra il gruppo responsabile della strage e gli apparati di sicurezza italiani e stranieri, in particolare quelli dei Paesi dell’Alleanza atlantica. A gennaio 1998 salgono a cinque gli indagati dalla Procura della Repubblica di Milano. L’ultimo indagato, con l’accusa di concorso in strage, è Dario Zagolin, che dal 1974 vive in Francia.

Il 13 aprile 1999 comincia l’udienza preliminare. Davanti al Gip Clementina Forleo sono chiamati Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi, Giancarlo Rognoni e Carlo Digilio, che devono rispondere di concorso in strage insieme a Franco Freda e Giovanni Ventura, non più imputabili. Inoltre Piero Andreatta e Piercarlo. Nel 2000 comincia il processo a loro carico.

L’ULTIMA INCHIESTA

IL BOSS NERO CONFIDO’
La Repubblica, 11 dicembre 1999

“CERCATE NELLA VALIGIA DI DELFO ZORZI”
L’Espresso, 16 dicembre 1999

LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE
3 maggio 2005