La questione del genocidio armeno

Massacro
Uno dei tanti massacri perpretrati dai turchi contro gli armeni

A differenza dell’Olocausto ebraico, riconosciuto e condannato da parte tedesca, quello armeno non è stato né riconosciuto, né tanto meno condannato, da parte della Turchia attuale.
Ancora oggi, pur di fronte all’evidenza, i turchi continuano a negare che sia mai avvenuto un genocidio degli Armeni, sostenendo che le stragi di Armeni furono dovute non alla volontà di una pulizia etnica da parte turca ma alle difficoltà della Prima guerra mondiale, come conseguenza del tradimento della popolazione armena schierata con le forze dell’Intesa (Gran Bretagna, Francia e Italia). Dimenticando che la persecuzione degli Armeni in Turchia è cominciata a partire dalla fine dell’Ottocento.
Secondo diverse stime, le vittime armene del genocidio turco superano il milione ma c’è chi parla di 1.800.000 morti.
Attualmente il genocidio viene commemorato dagli Armeni di tutto il mondo il 24 aprile.
La vergogna mal celata, ma mai ammessa, dai turchi ha spinto le autorità turche a mettere in giro falsi documenti storici per depistare le ricerche degli studiosi del genocidio armeno.
Come se ciò non bastasse ad Istanbul e ad Ankara sono state intitolate vie e piazze ai nomi dei principali responsabili dello sterminio degli armeni. In onore di uno di essi, poi, è stato eretto un vero e proprio mausoleo ad Istanbul.
Sarebbe come se nella Germania attuale non solo non venissero condannate le azioni di Hitler, ma venisse eretto un mausoleo in suo onore e in varie città tedesche vi fossero vie o piazze intitolate a Himmler, Goebbels, Goering ed inoltre le più alte cariche dello stato negassero l’esistenza stessa dell’Olocausto.
Ancora oggi la maggior parte degli storici turchi non ammette la verità del genocidio, in quanto sostiene che non esistano documenti ufficiali che la comprovino, ovvero l’intenzione di distruggere un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso. Il fatto è che la Turchia ha sempre respinto il termine di “genocidio” nei confronti degli armeni, limitandosi a riconoscere che c’è stata solo una “persecuzione” che avrebbe eliminato “solo” 300 mila Armeni.
Nonostante la negazione della Turchia e le sue reticenze, lo sterminio armeno è un dato di fatto incontestabile, ampiamente documentato oltre che dalle narrazioni dei superstiti, anche da parte di testimoni stranieri ed imparziali, quali l’ambasciatore americano Morgenthau ed altri diplomatici statunitensi, il pastore evangelico tedesco Lepsius, gli inglesi Lord Bryce e A. Toynbee, lo scrittore e filantropo tedesco Armin Wegner, il francese Henri Barby, per citare solo alcuni dei più noti.
Negli archivi americani, inglesi, francesi, tedeschi ed austriaci c’è poi una ricca documentazione al riguardo.
Infine vi sono i documenti di diretta provenienza turca, prodotti dalla corte marziale convocata per giudicare i responsabili del genocidio.
Nel 1984 è stato il Tribunale Permanente dei Popoli che, nel corso della sessione dedicata a questo argomento, dal 13 al 16 aprile 1984, ha riconosciuto fra l’altro che “lo sterminio delle popolazioni armene con la deportazione ed il massacro costituisce un crimine imprescrittibile di genocidio ai sensi della convenzione del 9/12/1948 per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio”.
L’anno successivo è stata la Sottocommissione per la lotta contro le misure discriminatorie e per la protezione delle minoranze della Commissione dei Diritti dell’Uomo dell’ONU che, nella seduta del 29 agosto 1985 ha riconosciuto, fra gli altri, anche il genocidio armeno.
Infine il Parlamento Europeo, nella seduta del 18 giugno 1987, riconoscendo il genocidio armeno e condannando l’atteggiamento della Turchia, ha invitato gli stati membri della Comunità Europea a dedicare un giorno alla memoria dei genocidi armeno ed ebreo.
Oltre a ciò, proprio in considerazione dell’attuale atteggiamento turco nei confronti del genocidio armeno, il Parlamento Europeo ha posto quale precondizione all’unione della Turchia alla Comunità Europea il riconoscimento da parte turca dello sterminio degli Armeni.
In epoca più recente, il 14 aprile 1995, la Duma (il parlamento) della Russia ha riconosciuto all’unanimità il genocidio armeno. Lo stesso anno il genocidio armeno fu riconosciuto dai parlamenti di Bulgaria e Cipro. Così pure il vice-ministro degli esteri israeliano, Iosi Beilli, nel corso della seduta del parlamento d’Israele del 27 aprile 1994, affermò che lo sterminio degli Armeni era stato un vero e proprio genocidio.
Nel 1996 esso venne riconosciuto da parte del parlamento della Grecia e l’anno successivo da quello del Libano. Nel 1998 furono i senati del Belgio e dell’Argentina a riconoscerlo. Infine il 29 maggio 1998 fu riconosciuto all’unanimità da parte dell’Assemblea Nazionale francese, nonostante la forte opposizione e le minacce ricattatorie della Turchia, mentre il 29 marzo 2000 il genocidio armeno è stato formalmente riconosciuto dal parlamento svedese.
Per quanto riguarda l’Italia, nel settembre 1998 una proposta di riconoscimento del genocidio armeno è stata presentata dall’onorevole Pagliarini (Lega Nord) alla Camera dei Deputati e sottoscritta da parte di più di 170 parlamentari, appartenenti a tutti i gruppi politici presenti in Parlamento. Il 31 marzo 2000 è stata posta all’ordine del giorno una mozione che mira al riconoscimento, da parte del governo italiano, del genocidio armeno.
A tutt’oggi il riconoscimento del genocidio da parte della comunità internazionale sembra ancora ben lontano dall’essere una realtà e i timidi tentativi, quali quello dell’Assemblea Nazionale Francese, di dare dignità storica ai fatti avvenuti in quegli anni sono stati tutti immediatamente insabbiati dalle inconsulte reazioni turche e dal vergognoso silenzio-assenso delle grandi potenze, primi fra tutti gli Usa, che hanno sempre dato maggiore importanza ai legami politico-militari con la Turchia.
La Francia è stato il primo paese europeo ad aver riconosciuto pubblicamente “il genocidio degli Armeni”.
L’Assemblea Nazionale francese, approvando all’unanimità una dichiarazione solenne, ha dato atto agli Armeni (1,2-1,5 milioni di persone) di essere stati massacrati dai Turchi tra il 1915 e il 1918.
L’Istituto di Studi Armeni di Monaco di Baviera ha recentemente dato inizio alla compilazione dell’elenco nominativo delle vittime del genocidio armeno. Si tratta di elencare i nomi di quegli Armeni che nel corso degli anni 1915-1922 sono stati vittime del genocidio perpetrato ad opera dei turchi, sia Ottomani che Kemalisti e cioè tutti quegli Armeni che negli anni 1915-22 sono morti o sono stati uccisi, rapiti o scomparsi a causa del genocidio, o della tragedia di Smirne del 1922, o dell’espulsione degli Armeni dalla Cilicia nel 1920-21, oppure delle offensive turche contro l’Armenia orientale negli anni 1918-20.

DATI SULLA REPUBBLICA DI ARMENIA

BREVE STORIA DELL’ARMENIA MODERNA

IL GENOCIDIO ARMENO VISTO DAI TURCHI

IL PRIMO STERMINIO DEL SECOLO BREVE
di Emanuele Giordana