AL QAIDA E IL FRONTE ISLAMICO INTERNAZIONALE

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Il terrorismo islamico sfugge quasi totalmente a quelli che sono i canoni intepretativi tradizionali. L’esempio più evidente è proprio quello di Al Qaida(La Base), la formazione più direttamente raccolta attorno ad Osama bin Laden. Pur trattandosi di un gruppo armato con un proprio capo, propri militanti, una propria struttura organizzativa, una propria strategia di attacco e una propria capacità d’azione, Al Qaida non dispone di un progetto politico da attuare, a meno che non si intenda per progetto politico l’annientamento dell’Occidente e la sua completa sottomissione alla legge coranica.
Non trattandosi di gruppi cementati da un’ideologia politica (l’esempio classico per noi sono le Brigate rosse) o da un progetto di liberazione territoriale (si pensi all’IRA e all’ETA), le formazioni terroriste islamiche sono qualcosa di assolutamente diverso e di assolutamente inedito nel panorama del terrorismo internazionale. In primo luogo perché, agendo solo sulla base di motivazioni religiose, l’esistenza di una struttura rigidamente gerarchica non è indispensabile.
Al Qaida, ad esempio, non è altro che un gruppo di fedelissimi di Osama bin Laden, in pratica la sua guardia del corpo e al tempo stesso il suo piccolo esercito. In comune questi uomini hanno una sola cosa: la rigida interpretazione del Corano.
Attorno ad Al Qaida ruota un microcosmo di organizzazioni nazionali che fa di Al Qaida stessa il nocciolo di qualcosa di molto più vasto, ramificato, diffuso e nebuloso. Più un network del terrore che una vera e propria organizzazione armata: il Fronte Islamico Internazionale, cioè un insieme di formazioni – collegate tra di loro, ma in maniera assolutamente sotterranea – il cui collante resta lo stesso modo di leggere il Corano, ma soprattutto la scelta di aver lanciato una jihad, cioè una guerra santa, contro quello che viene considerato il simbolo della corruzione: l’Occidente con in testa gli americani.
Del Fronte Islamico Internazionale – ufficialmente sorto nel giugno del 1998 e che gode dell’aperta protezione del regime dei taliban in Afghanistan – fanno parte alcuni gruppi nazionali come il pakistano Harakat al Ansar diMaulana Masud Azhar che si batte con sanguinosi attentati perché il Kashmir, una regione dell’India, passi sotto il controllo del Pakistan; il gruppo giordano denominato l’Esercito di Maometto, oltre a tre formazioni egiziane: la Jihad islamica di Ayman Zawahry, ritenuto il vero braccio operativo diOsama bin Laden; l’Avanguardia della Conquista di Yasser al Siri ed ilGruppo islamico che fa capo allo sceicco cieco Omar Abdel Rahman, detenuto negli Stati Uniti per l’attentato del 1993 alle torri gemelle e l’Esercito di Maometto.
Queste organizzazioni armate – che hanno un forte connotato tribale – sono legate tra di loro anche da una ragnatela di parentele. Solo per fare qualche esempio, Ahmed bin Laden, figlio del leader di Al Qaida, ha spostato la figlia di Abu Hafs el Masri, considerato il numero due della Jihad islamicaegiziana, mentre il mullah Mohammad Omar, leader dei taliban afghani, è genero dello stesso bin Laden, avendone sposato una figlia.
Accanto a questi gruppi – il cui obiettivo geopolitico è la creazione di un unico stato islamico che comprenda i loro paesi di origine – esistono collegamenti con altre formazioni nazionaliste per così dire irredentiste le ritengono che la lotta armata ed il terrorismo debbano essere limitati al raggiungimento dell’indipendenza dei loro rispettivi paesi.
Essi sono: due movimenti palestinesi, quello della Jihad Islamica diRamadan Abdallah Shallah e quello di Hamas dello sceicco Ahmad Yassin; lo Hezbollah (Partito di Dio) libanese dello sceicco Nassan Nasrallah; il Movimento Islamico dell’Uzbekistan; il gruppo Abu Sayyaf, che si batte per l’indipendenza dell’isola di Mindanao, delle Filippine, abitata da una maggioranza musulmana ed infine il gruppo pakistano Laskar-e-Taiba(Battaglione della Fede) di Maulana Al Hafez Mohammad Said che combatte per l’annessione del Kashmir indiano al Pakistan.
Non è invece certo che faccia parte del network del Fronte Islamico Internazionale la GIA (Gruppo Islamico Armato) algerina di Antar Zouabri.
Nell’insieme questa fitta rete di alleanze può contare su almeno 15 mila uomini, pronti a tutto – specialmente alla morte – sparsi in almeno una trentina di paesi, tra cui gli stessi Stati Uniti.
Il Fronte islamico Internazionale può inoltre contare sulla copertura di servizi segreti (o fazioni di essi) appartenenti ad almeno quattro paesi arabi: Pakistan, Iraq, Iran e Siria.

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