Integralismo nero

foto-messicoQuesta sezione del terrorismo internazionale riferita agli Stati Uniti d’America merita una precisazione.
Di terroristico in senso tradizionale, nell’area nera del radicalismo USA, in questa fase storica non esiste pressoché nulla. Non esiste, almeno sul piano pratico ed effettivo – non solamente teorico – una tendenza alla lotta armata che attraversi la comunità di colore.
Ciononostante abbiamo pensato di dedicare questa sezione ad un’analisi del passato e del presente delle organizzazioni nere che si collocano sul terreno del radicalismo, come contributo per una maggiore conoscenza della complessità della realtà americana nel suo insieme.

Per la realizzazione di queste pagine ci siamo giovati della Tesi di Laurea di Federica Mereu “Razzismo e identità nel pensiero di Malcolm X”.

ALL’INIZIO FU MALCOM X

Nella moderna lotta della comunità nera per la propria emancipazione – ma anche in alcune forme di sua degenerazione violenta – Malcom X rappresenta comunque un punto di riferimento. E’ lui, ancor più di Martin Luther King, a rappresentare il momento di passaggio nella presa di coscienza della classe nera. Oratore travolgente ed affascinante, Malcom X incarna la prima vera, dura, opposizione alla classe bianca. Definendoli non più semplicemente neri, ma afro-americani, fu proprio Malcom X il primo a dare loro l’orgoglio di essere neri, di appartenere prima ancora che ad una razza, ad una vera e propria cultura.
Personaggio controverso (molti bianchi, ancora oggi, ad oltre 30 anni dalla sua morte, lo considerano un terrorista), la figura di Malcom X viene interpretata oggi dalla sua comunità attraverso due chiavi di lettura divaricanti: esiste il Malcom X che esortava i neri alla ribellione armata, ma esiste nell’immaginario anche il leader che esortava l’emancipazione della sua gente all’interno delle pieghe della società americana: lottare prima di tutto in privato per migliorare la propria posizione sociale.
Malcom X venne assassinato il 21 Febbraio 1965 mentre teneva un comizio all’Audubon Ballroom di Harlem. La sua morte – quasi certamente opera di estremisti islamici neri – è ancora avvolta nel più fitto mistero. Ancora oggi i sospetti maggiori – oltre che su Louis Farrakhan, attuale leader della Nazione dell’Islam, aleggiano attorno al vecchio leader dei Musulmani Neri, Elijah Muhammad, maestro di Malcom X.
Era stato proprio Muhammad a redimerlo dal piccolo crimine, ad avviarlo agli studi, ad infondergli la fede nella Nazione dell’Islam. Proprio Elijah Muhammad aveva voluto battezzarlo X (perché nessun nero americano sa quale sia il suo vero cognome, il cognome della famiglia africana da cui discende).
La frattura tra i due avvenne quando Malcom X tentò di scalfire il potere di Muhammad, cercando di separare, all’interno del movimento nero e del suo progetto nazionalistico, gli aspetti politici da quelli religiosi.
L’anno prima di essere assassinato Malcom X era andato in pellegrinaggio alla Mecca e ne era ritornato con un nuovo nome, El-Hajj Malik El-Shabazz.

IL MOVIMENTO NERO NEGLI STATI UNITI D’AMERICA
TRA INTEGRAZIONISMO E NAZIONALISMO