USA: IL NEMICO INTERNO

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Gli Stati Uniti d’America hanno una lunga tradizione di violenza organizzata dai contorni politici più o meno marcati. Negli anni Sessanta e Settanta, sull’onda di quella contestazione studentesca che invaderà il mondo occidentale e che proprio nelle università americane – in quella californiana di Berkeley in particolare – aveva avuto il suo crogiolo, crescono nel Paese alcune istanze estremistiche ed armate dichiaratamente di sinistra che vanno a saldarsi con la rivolta nera da un lato e, dall’altro, con il fenomeno dei Weathermen, il “movimento rivoluzionario della gioventù bianca americana” che tra il 1969 ed il 1972 scenderà sul terreno della lotta armata.
Ma prima, durante e dopo questo ventennio gli attacchi maggiori alla particolare struttura della democrazia americana sono venuti soprattutto da destra dove si sono raccolte, come in un immenso calderone, le istanze più radicali: dalle sette religiose con venature razziste, alle formazioni più dichiaratamente naziste, passando per le trasformazioni del fenomeno che più ha saputo catalizzare – negli stati del profondo sud – l’adesione di massa, il Ku Klux Klan le cui propaggini ancora sopravvivono.
Tragedie come quella di Waco (1993) e di Oklahoma city (1995), l’attentato alle olimpiadi di Atlanta (1998) fino all’invasione di lettere all’antrace (2001) hanno tutte una matrice che mescola fondamentalismo cristiano,ipernazionalismo, razzismo, neonazismo a quello che è stato definito “suprematismo bianco”. E non mancano neppure le organizzazioni dell’integralismo nero.

MOVIMENTI E GRUPPI DEL TERRORISMO DI SINISTRA