L’ESTREMISMO DI DESTRA

La storia dell’estrema destra italiana attraversa per intero quella della Repubblica e si intreccia costantemente con le vicende più oscure dei misteri d’Italia.

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Questa considerazione sarà incontestabile almeno fino a quando non verrà pienamente svelata dai suoi stessi protagonisti la vera dinamica delle formazioni politiche sorte, a partire dal dopoguerra, nel solco del neofascismo, ma che acquistano una valenza e una loro rappresentatività soltanto nel corso degli anni Sessanta e Settanta.
Si tratta di formazioni oggi scomparse – in primo luogo il Movimento Politico Ordine nuovo ed Avanguardia nazionale – che però conservano a tutt’oggi nel loro Dna non poche zone buie impenetrabili ed alcune zone grigie indecifrabili, la cui ricostruzione storico-politica è stata finora affidata solo alle requisitorie dei pubblici ministeri e alle sentenze delle Corti di Assise. Da qui l’esigenza di chiarezza, allo scopo di ricostruire itinerari e strategie troppo spesso compromessi con i lati più oscuri del potere.
L’impressione prevalente che, a distanza di anni, organizzazioni estremistiche di questo tipo offrono è una sola: in molti casi, in troppi casi, sia il MPON che AN hanno preferito, alla lotta sul terreno politico, la scorciatoia eversiva, tendente ad utilizzare gli elementi più retrivi dei corpi dello stato e degli apparati di sicurezza. Il risultato pratico è stato l’esatto contrario di quanto era nelle loro intenzioni: entrambe le organizzazioni (ma in particolare Ordine nuovo) – a volte in toto, a volte in alcuni settori – sono state usate dai servizi segreti e poi gettate in pasto alla magistratura. Il limite politico di queste e di altre formazioni della destra estrema – che ha poi finito per qualificarle sotto il profilo criminale – è stata la scelta tramaiola, golpista e – in alcuni casi – stragista operata in tutto l’arco degli anni Settanta. E’ proprio sul finire di questo periodo storico che, in seno alla destra estrema, si produce una prima significativa lacerazione con la scelta – che sarà attuata soprattutto nei settori più giovanili – del terreno della lotta armata: nasce la destra radicale che cerca di uscire dalla logica stritolante del binomio fascismo-antifascismo e comincia una lotta anti-statale.
Il risultato di quello che è stato catalogato come terrorismo nero è storia conosciuta. Oggi, a differenza dell’estremismo di sinistra – fenomeno ormai esauritosi che sopravvive, al massimo, nei centri sociali – forme di destra estrema, seppur quasi residuali, continuano ad esistere.

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