LA GUERRA D’ALGERIA La sconfitta della politica coloniale francese

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Quella che i francesi ancora chiamano la “Guerra d’Algeria” e gli algerinichiamarono, ma non chiamano più, “La Rivoluzione“, rappresenta una delle ultime e storicamente più importanti guerre coloniali.

Fu un conflitto tormentato e complesso, duranto più di otto anni e che con le sue alterne vicende provocò la caduta di ben sei primi ministri francesi e della Quarta Repubblica e portò la Francia sull’orlo della guerra civile.

Fu un conflitto virulento e sanguinoso che raggiunse livelli di ferocia inaudite con attentati indiscriminati e un’altrettanto indiscriminata repressione.

La società algerina scoprì nel suo seno un’indomita voglia di libertà e di indipendenza che produsse molti lutti e forme di lotte altamente violente e di chiara ispirazione terroristica.

Di contro la lacerazione che si produsse nel tessuto sociale francese fu enorme: la Francia e le sue antiche tradizioni democratiche scoprirono di avere all’interno delle proprie forze armate forti pulsioni golpiste ed autoritarie che dovettero essere drasticamente recise.

Il risultato finale di questo scontro senza esclusioni di colpi tra una colonia e i suoi colonizzatori fu da un lato la nascita di uno Stato indipendente, come l’Algeria, che – pur avendo strutture, almeno formalmente, democratiche – ancora oggi fatica ad uscire dalle secche del Terzo Mondo e dall’altro l’evoluzione di un Paese, come la Francia, al tempo stesso vittima e carnefice della propria grandeur, che scoprì al suo interno una rinnovata coscienza di progresso.

E’ una guerra, una guerra vera, che lascerà sul campo quasi mezzo milione di persone, cominciata il1 novembre 1954 e terminata il 3 luglio 1962. Otto anni con un prodromo: la rivolta di 9 anni prima, quando l’8 maggio 1945, a Setif, in Algeria, una rivolta popolare aveva sollevato un problema: quello dell’indipendenza del Paese africano sotto dominazione coloniale francese.

In Algeria è nato l’FLN, il Fronte di Liberazione Nazionale, guidato, tra gli altri, da Ahmed Ben Bella: l’ora della lotta armata è scoccata. La repressione francese è feroce. La società coloniale algerina è divaricata tra la comunità francese residente in Algeria (i cosidetti Pieds Noirs) e la popolazione musulmana, anche se i blocchi non saranno mai così contrapposti perhé ci saranno francesi contro francesi, così come algerini contro algerini.

Il 7 gennaio 1957 il governo farncese incarica il gen. Massu, comandante della decima divisione paracadutisti, di riportare l’ordine nella capitale algerina. Comincia la battaglia d’Algeri che durerà sette mesi. I metodi di Massu sono i rastrellamenti, la tortura e i sequestri di persona.

Sul finire dello stesso anno il gen. Salan assume il comando delle operazioni miltari in Algeria. La sua è una linea più duttile, ma non meno feroce: lo scopo è sempre lo stesso fare terra bruciata attorno all’FLN.

Nel maggio 1958 una enorme manifestazione a cui partecipano Pieds Noirs, ma anche algerini, chiede a Parigi di sostenere l’idea che l’Algeria rimanga francese. Il 13 maggio, forte del senso di quella manifestazione, il gen. Massu crea un Comitato di Salute Pubblica formato solo da militari francesi. Serpeggia la ribellione nelle file dell’esercito francese presente con 400 mila uomini in Algeria.

La Francia è costretta a richiamare il gen. De Gaulle che gioca la carta della concessione del diritto di voto a tutti i musulmani. Per i francesi d’Algeria è un colpo quasi mortale, ma lo è anche per l’FLN. De Gaulle capisce, infatti, che la situazione in Algeria è destinata a precipitare. Il 16 settembre 1959 il presidente della Repubblica francese annuncia che presto gli algerini saranno chiamati ad esprimersi in un referendum.

Per i francesi d’Algeria è una doccia fredda. Comincia così l’ultima fase del conflitto, articolata su due piani: quello delle trattative tra il governo francese e il governo provvisorio algerino e quello della reazione dei francesi d’Algeria che dopo aver cercato di dar vita ad un loro esercito, scatenano una settimana di disordini (gennaio 1960). Nel marzo del 1961 un putsch militare, promosso da quattro generali francesi, prende il potere ad Algeri, ma la maggiorzna dell’esercito respinge il tentativo. Nasce l’OAS, Organizzazione Armata Segreta.

Ma il processo avviato da De Gaulle non si arresta: il il 3 luglio1962,in un referendum, gli algerini votano a maggioranza per l’indipendenza.

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