Algeria

mappaCon una superficie di oltre 2.400.000 km. quadrati l’Algeria, dopo il Sudan, é il secondo paese dell’Africa.

I suoi confini: a nord il Mare Mediterraneo, a est, ovest e sud sono disegnati sulla sabbia del Sahara. A est confina con Tunisia e Libia, a sud con Niger e Mali, a ovest con Marocco eSahara Occidentale.

L’Algeria cade sotto la dominazione della Francia nel 1850. Nel 1887 e nel 1912 i francesi estendono il loro potere coloniale anche su Tunisia e Marocco. E’ un dominio che si protrarrà per oltre un secolo fino a quando, dopo una sanguinosissima guerra, l’Algeria otterrà l’indipendenza.

Il 1 novembre del 1954 il Fronte di Liberazione Nazionale proclama, infatti, l’inizio dell’insurrezione algerina contro la Francia. Dopo otto anni di guerra, una guerra contro l’occupazione coloniale, ma anche una guerra civile combattuta all’interno dei due schieramenti, trafrancesi e francesi ed algerini e algerini, che aveva fatto circa mezzo milione di morti, il 16 marzo del 1962, con la firma degli accordi di Evian, l’Algeria si avviava alla piena indipendenza che sarebbe stata proclamata il 5 luglio dello stesso anno.

Occorreranno però 30 anni prima che l’Algeria conosca le prime elezioni multipartitiche. Nel 1992 a stravincere è il Fronte Islamico di Salvezza (FIS). Ne  segue un colpo di stato militare che anulla il risultato elettorale e mette fuori legge il FIS. Questo, organizzatosi militarmente nell’Armata Islamica di Salvezza (AIS) e affiancato dal Gruppo Islamico Armato (GIA), inizia una violenta lotta contro il regime, presto degenerata in cruenti atti terroristici contro la popolazione civile, costretta a soffrire anche le violenze dell’Esercito di Algeri, specializzato in efferate torture.

Nel 1999, dopo 7 anni di guerra e 100mila morti, il primo presidente civile,AbdelazizBoutefilka, lancia il processo di pace, offrendo l’amnistia in cambio del disarmo dei gruppi islamici. Molti accettano lo scambio, ma non le fazioni integraliste come il GIA, che continua ancora oggi a seminare terrore e morte nei villaggi del Paese.

Ma non sempre le cose sono come sembrano: il governo algerino ha fatto di tutto per impedire la pubblicazione in Francia del libro La sporca guerra scritto dall’ex ufficiale algerino Habib Souaidia, che racconta, per esperienza diretta, come la gran parte dei massacri di civili che hanno insanguinato l’Algeria negli ultimi anni non sono attribuibili al terrorismo islamico, bensì alla strategia della tensione usata dal regime militare di Algeri per giustificare agli occhi della comunità internazionale la sua permaneza al potere.