LA QUESTIONE DEI COLONI ISRAELIANI

cartinaIl problema dei coloni è da sempre uno dei nodi più difficile da sciogliere all’interno della più ampia questione mediorientale.
Esso rappresenta anche la più profonda delle contraddizioni della politica israeliana che – anche nei momenti di massima apertura – mentre trattava la pace con i palestinesi e prometteva alla controparte un proprio Stato con una propria terra, continuava a favorire l’insediamento di cittadini israeliani all’interno dei “territori occupati” della Cisgiordania che – stando a tutti gli accordi – sarebbe dovuta essere la vera patria del popolo palestinese.
La penetrazione in Cisgiordania (ma anche a Gaza), cioè in territorio non israeliano – anche se militarmente sotto il controllo di Israele – ha avuto una progressione geometrica e si è sviluppata sotto qualsiasi tipo di governo, progressista o conservatore, di sinistra o di destra.
Se nel 1979 i coloni israeliani insediatisi in Cisgiordania erano poco meno di ventimila, nel giro di un ventennio si sono decuplicati fino a superare oggi le 200 mila unità.
E’ evidente che finché ci saranno israeliani in territorio palestinese – segno evidente di una politica espansionistica – ogni tipo di pace sarà impossibile, data anche l’ormai dimostrata impossibile convivenza tra questi due popoli.
Oggi – con la costruzione del muro di divisione tra Israele e Cisgiordania – il problema dei coloni si ripropone. Anche se Israele continua a ritenere gli insediamenti dei coloni territorio israeliano.

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