iL TERRORISMO PALESTINESE

guerriglieri“Nel caso palestinese – scrive Luigi Bonanate, esperto di problemi del terrorismo – siamo ora di fronte al caso più puro e specifico di ricorso al terrorismo che mai la storia abbia conosciuto, ma nello stesso tempo alla sua contrapposizione con una forza militare – quella israeliana – che ha sempre ribattuto colpo su colpo, cosicché il nodo terrorismo-guerra ha finito per stringersi in modo tanto inestricabile da produrre un vero e proprio strangolamento della problematica da cui tutto ciò sgorgava”.

E’ la questione palestinese la causa scatenante del più grande attacco armato che sia mai stato portato al mondo, considerato dai diversi gruppi armati che si costituirono nei Territori palestinesi occupati dagli israeliani globalmente complice del loro nemico, Israele, e quindi obiettivo della guerra che essi andavano combattendo, senza limiti e senza confini.
Il terrorismo mediorientale (questa definizione geografica non può non essere che approssimativa, giacché se la “causa” è la questione palestinese, il coinvolgimento di tutta quanta l’area è risultato evidente nel tempo) ha una data di nascita ben precisa. Si tratta del 1967, e più esattamente dei periodo successivo alla guerra dei sei giorni, condotta in modo travolgente da Israele contro Egitto, Siria e Giordania.
Fu la sconfitta del mondo arabo che spinse i governi dell’area a sostenere – non solo politicamente – i nascenti movimenti di resistenza palestinese, già raccolti, fin dal 1964, nell’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina).
Al Fatah, diretto da Yasser Arafat, il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) diretto prima da George Habbash e poi da Wadi Haddad e il Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina(FDPLP) costituivano all’epoca il nucleo organizzativo dell’OLP.
Il 1968 è l’anno delle primissime azioni terroristiche, ma è solo a partire dall’anno successivo che i gruppi armati palestinesi sviluppano una crescente attività che nel periodo 1969-1986 (gli anni delle azioni sul piano internazionale) arriverà ad una frequenza media di attentati di uno ogni 12 giorni lungo tutti i 19 anni considerati.
A questo andrebbe aggiunto – ma è ovviamente molto difficile raccogliere informazioni altrettanto precise – il capitolo che riguarda la lotta sistematica, condotta dai governi israeliani, attraverso un vero e proprio controterrorismo che affidava al Mossad (il suo efficientissimo servizio segreto) l’inseguimento per utto il mondo dei terroristi palestinesi (veri o presunti).
Tra il 1968 ed il 1986 il terrorismo palestinese ha colpito 565 volte fuori dai confini di Israele, per un totale di 498 morti e 1.783 feriti (tra questi i cittadini israeliani furono, rispettivamente, 54 e 79). Significativa la distribuzione geografica degli attentati: 64 in Italia, 61 in Francia, 52 nella Germania occidentale, 35 in Grecia, 32 in Gran Bretagna, mentre obiettivo di elezione furono i mezzi di trasporto, in particolare gli aerei.