La questione nordirlandese

BlackSunday1972Si trascina da diversi secoli, ma – in quanto questione politica esplosiva, con risvolti terroristici – la questione nordirlandese nasce solo all’inizio degli scorsi anni Settanta.
E’ nei suoi contorni essenziali il risultato dell’indipendenza, concessa nel 1916, dagli inglesi all’Irlanda, un’indipendenza non totale che lasciava alla Gran Bretagna il possesso della provincia dell’Ulster, l’attuale Irlanda del Nord.
Forme di irredentismo che serpeggiano nell’isola da sempre fanno sentire la loro voce, a due riprese, negli anni 1938-39 e nel 1956, con diversi tentativi insurrezionali tendenti all’unificazione di tutta l’Irlanda sotto un governo indipendente.
Ma – come dicevamo – è a partire dagli anni Settanta, per l’esattezza dal 27 giugno 1970, che la questione nordirlandese assume i connotati della lotta armata: durante una manifestazione di cattolici, compaiono le armi della fazione più militarmente determinata dell’IRA (Irish Repubblican Army – Esercito Repubblicano Irlandese). Restano sul terreno quattro morti. Da questo momento l’IRA si troverà a dover combattere su due fronti: la maggioranza protestante che abita l’Ulster ed è leale nei confronti del governo britannico di sua maestà e la polizia e l’esercito inglesi chiamati ben presto alla militarizzazione di tutto il territorio nordiralndese. Seguono anni di grande effervescenza, ma anche anni di grandi contraddizioni: se da un lato è cresciuto il radicamento dell’IRA – e delle sue molte anime- nella base operaia della componente cattolica dell’Ulster, dall’altro la strada della opposizione armata è spesso scivolata lungo una deriva terroristica follemente sanguinaria.
Oggi assistiamo ad un pausa nella lotta irredentistica dell’IRA. Una sorta di tregua che, non necessariamente, sembra destinata a sfociare in una pace definitiva.

BREVE STORIA DEL CONFLITTO NORDIRLANDESE
di Matteo Re