Uruguay

uruguay_mapPiccolo Paese, spesso considerato una provincia o un appendice della grandeArgentina, ma schiacciato sul mare anche dalBrasile, l’Uruguay è stato a lungo ritenuto – almeno fino aglianni Cinquanta – “la Svizzera dell’America latina” per la sua economia florida, il suo sistema bancario, la sua avvedutezza politica, l’equilibrio dei suoi governi costantemente nelle mani del partito Colorado, una formazione liberale spesso in antitesi, altre volte in alleanza, con il partito Blanco (conservatore).

Sono queste le due formazioni politiche che di fatto bloccano il sistema uruguayano, almeno fino alla fine degli anni Sessanta quando alcuni squilibri economici danno vita a forti tensioni sociali e alla scelta della sinistra estrema di passare alla lotta armata con i Montoneros.

Nel 1972 il Paese precipita nella dittatura e il potere passa – come nella vicina Argentina – nelle mani dei militari.

Seguono anni di durissima repressione sia del movimento guerrigliero, che sarà sterminato, sia dell’opposizione popolare e sindacale. Anche l’Uruguay finirà con il vivere la tragedia dei desaparecidos, riuscendo ad uscire dal tunnel della dittatura militare solo nel 1984. In cambio i militari otterranno un’ampia amnistia per i crimini commessi che sarà addirittura confermata con un referendum nel 1989.

Cominciano gli anni della follia neoliberista, comune a molti dei Paesi latino-americani, che porterà l’Uruguay sull’orlo della catastrofe finanziaria nel 2002, sull’onda della terribile crisi argentina.

Nel 2005 la svolta: per la prima volta in assoluto una coalizione di centro-sinistra, ilFrente amplio, che va dai democristiani agli ex guerriglieri Montoneros, vince le elezioni presidenziali portando alla massima carica dello stato uruguayano Tabaré Vasquez, un medico 65/enne dotato di carisma ed equilibrio.

BREVE STORIA DELL’URUGUAY

UNA CONTRADIZIONE CHIAMATA URUGUAY
di Eduardo Galeano

CHI E’ TABARE’ VASQUEZ

ABRACADABRA. PER APRIRE LE PORTE
la tragedia dei desaparecidos uruguayani