I gruppi Paramilitari. Ordine, sangue e droga

Esercitocolombiano(FVergaraAP)
Foto F.Vergara AP

In Colombia il fenomeno delle organizzazioni paramilitari – formazioni, cioè, che svolgono attività molto simili a quelle militari ma in forma irregolare e senza alcun riconoscimento formale – è fenomeno antico che negli anni Sessanta trovò perfino una sua legittimazione con l’inserimento nella costituzione colombiana di un apposito articolo il quale attribuiva al ministero della Difesa “la possibilità di rilasciare, attraverso i comandi dipendenti, il porto di armi da guerra ai privati cittadini quando lo si riteneva opportuno”.

Soltanto nel 1989 la Corte Suprema di Giustizia, dichiarando la norma incostituzionale, forniva un primo elemento di chiarezza, affermando che “l’attività di tali gruppi si colloca al margine della Costituzione e delle leggi”.

La verità è che le formazioni paramilitari, più che organismi di autodifesa contro le violenze dei gruppi armati di sinistra – come è spesso spacciata –  è quasi sempre servita ad offrire copertura a strutture statali che hanno così potuto occultare la loro identità per portare a termine “operazioni sporche” e illegali nei confronti degli oppositori del governo, solitamente di sinistra. Basti pensare all’attività terroristica svolta dalla Triple A (Aciòn Anticomunista Americana) verso la fine degli anni Ottanta contro esponenti della sinistra parlamentare.

Lo stesso vale per il gruppo MAS (Muerte a Secuestradores), costituitosi a Cali nel1981, ed al quale vengono attribuiti numerosi sequestri di persona, omicidi ed attentati. Dalle investigazioni realizzate dall’ottobre 1982 in alcune città (Medellin, Cali, Barrancabermeja , Puerto Berrìo, La Dorada, Puerto Bayacà e Arauca) si appurò che su 163 persone coinvolte in questi squadroni della morte, ben 59 erano agenti della forza pubblica mimetizzati.

Fortissimo è poi il legame tra questi gruppi paramilitari e narcotrafficanti di spicco del passato più recente come Gonzalo RodriguezGacha Fabio OchoaFidel Castano ePablo Escobar, uniti in una attività di sterminio contro i comunisti. Tutto, naturalmente con l’appoggio dei grandi proprietari terrieri, degli allevatori di bestiame e degli esponenti politici locali di destra.

Il paramilitarismo, inoltre, è l’artefice di vere e proprie operazioni di “pulizia” nei confronti della popolazione giovanile dei quartieri degradati della periferia di Cali, in particolare, giovani emarginati definiti “scorie umane”. Diffusa è anche la pratica degli omicidi di persone considerate “socialmente indesiderabili”, come omosessuali, prostitute, piccoli spacciatori di droga, tossicodipendenti, indigenti, malati di mente.

Tutto questo avviene, ovviamente, con la aperta complicità di appartenenti alle forze della sicurezza.

Negli anni Novanta uno dei fenomeni più diffusi fu quello delle Asociaciones Comunitarias de Vigilancia Rural (Convivir), composti da civili ed ex militari equipaggiati con armi leggere.

Ma la formazione paramilitare colombiana di maggior spicco, che finirà per raccogliere tutte le altre,  sono le AUC (Autodefensas Unidas de Colombia). Nel luglio 1997 esce il primo numero della loro rivista. Si chiama Colombia Libre. Obiettivo prediletto delle AUC sono i contadini che danno rifugio alla guerriglia di sinistra dell’ELN e delle FARC.

Coccolati, finanziati, aiutati in ogni modo per anni dal governo colombiano, i gruppi paramilitari entrano nell’occhio del ciclone solo sul finire del 1999 quando gli americani spingono su Pastrana prima e Uribe poi per far cessare le loro attività sanguinarie. Si apre allora un difficile rapporto governo – AUC, in particolare, per la loro smilitarizzazione, un processo che continua tra alti e bassi e che in molti casi è solo un gioco degli specchi per dare fumo negli occhi agli USA.

COSA SONO LE AUC