Colombia

guerriglieriIn molti ritengono la Colombia il Paese più pericoloso che esista al mondo. E a dimostrarlo basterebbero, in effetti, le cifre che parlano di oltre 20 mila morti all’anno per effetto degli scontri tra i tre violentissimi soggetti sociali esistenti: la guerriglia comunista, le organizzazioni paramilitari di estrema destra(foraggiate da esercito e governo) e inarcos, i narcotrafficanti. Un accumularsi di pulsioni e di interessi che, a tratti, diventa inestricabile.

Paese costantemente sull’orlo della guerra civile, la Colombia è anche il Paese latino americano maggiormente legato alla politica statunitense di cui, in più di un’occasione, si è dimostrato vero e proprio laboratorio di strategie politico-militari.

Se fino agli inizi degli anni Ottanta, è la guerriglia l’unico momento di forte tensione sociale, è a partire da questo periodo che sulla scena colombiana fa la sua comparsa un ulteriore elemento di destabilizzazione: i Narcotrafficanti.

Una volta organizzati in mafie denominate cartelli, i Narcos, dopo aver costruito i loro feudi nelle foreste colombiane con campi di coca, raffinerie e campi di atterraggio che permettono di far atterrare aerei e trasportare la droga oltre confine, decidono che il potere acquisito va difeso, quindi iniziano un’offensiva contro il “cuore dello stato”, uccidendo tutti quei politici che non si lasciano corrompere e assoldando e armando delle bande di paramilitari in funzione antiguerriglia.

Gli anni Novanta vedono una escalation della violenza, con omicidi politici, guerriglia e Narcos che si fanno una guerra spietata, utilizzando anche metodi terroristici che coinvolgono una notevole fetta di popolazione civile.

La comparsa dei Narcos riporta l’attenzione di Washington sul paese sud americano. Nei primi anni ’90George Bush padre enuncia la sua politica di guerra alla droga, con il famoso Plan Colombia, che prevede oltre ad aiuti finanziari e militari a favore del governo colombiano, la distruzione dall’alto, con micidiali diserbanti, delle piantagioni di coca. Contestualmente si sviluppano in tutta la Colombiamilizie locali di estrema destra, promosse inizialmente dall’esercito, ma in seguito incrementate dai latifondisti e dai narcotrafficanti. Scopo unico di queste formazioni quello di combattere i guerriglieri di sinistra delle FARC-EN e dell’ELN, spesso terrorizzando i contadini che li appoggiano.

La situazione dei Narcos sembrava risolta con l’uccisione, nel 1993, da parte della polizia colombiana, di Pablo Escobar, capo del cartello di Medelin, l’organizzazione mafiosa più potente in Colombia. Ma la scomparsa di Escobar se in un primo tempo non ha fatto altro che rafforzare altre organizzazioni mafiose, come il cartello di Cali, oggi vede i narcos diffusi in Colombia attraverso l’esistenza di piccoli ed agguerritissimi gruppi

L’attuale presidente, Alvaro Uribe, che è stato a lungo a capo di una delleformazioni paramilitari di estrema destra più violente, confermato per due elezioni presidenziali consecutive (2001 – 2006), afferma da troppo tempo, senza grandi risultati, di voler iniziare un processo di pace sia con la guerriglia, sia con i paramilitari.

BREVE STORIA DELLA COLOMBIA MODERNA

LA COLOMBIA DI INGRID BETANCOURT