America Latina. Un continente desaparecido?

che-guevaramorto

Un profondo conoscitore della sua realtà, come Gianni Minà, ha definito l’America latina il “continente desaparecido”.
A fronte delle sue potenzialità, delle sue ricchezze naturali, della sua grande cultura popolare, della vitalità dei suoi popoli il Sud America oggi non è altro che questo: un pezzo di mondo che sta lentamente scomparendo e annegando nella miseria, nella violenza, nel caos. Risultato, tutto questo, delle profonde contraddizioni politiche in cui il sub continente è stato da sempre attraversato, dalla endemica corruzione dei suoi governi, ma prodotto anche dello sfruttamento delle sue risorse da parte degli interessi economici made in USA, veri padrona e burattinai dei suoi destini. Basti pensare alla terrificante crisi economica in cui è precipitato un Paese ricco e scarsamente abitato come l’Argentina o, di contraltare, ai poderosi sforzi che in Brasile sta conducendo uno degli esperimenti democratici più avanzati, quello delpresidente Lula.
Le tensioni eversive dominano da quasi due secoli l’America latina, palestra continua – almeno fino agli anni Ottanta – del golpismo di tutti i tipi di dittatura militare immaginabili. Fino a queto periodo, uno ad uno, quasi tutti i paesi latino-americani avevano conosciuto la vergogna delle dittature fasciste in divisa: Cile, Argentina, Brasile, Bolivia, Paraguay, Venezuela,Colombia, Uruguay, Perù. E in tutti questi paesi sono sorte, in vari momenti, esperienze di lotta armata destinate per lo più alla sconfitta o a scivolare, apertamente, sul piano inclinato del terrorismo.