L’aereo precipitato (e sparito) in Pennsylvania

Lo United airlines 93: l’aereo sparito nel nulla.

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Il volo United Airlines 93 è davvero il volo del mistero. A distanza di dieci anni nessuno può dire cosa davvero accadde a bordo di quel Boeing 757 decollato da Newark in ritardo e – stando alla versione ufficiale – dirottato quando era ormai chiaro, specie agli addetti ai lavori, cosa stesse accadendo nei cieli d’America quel maledetto 11 settembre. Solo poche cose possono essere ricostruite con ragionevole certezza. Tutto il resto è buio.

Il volo United 93 sarebbe il quarto ed ultimo dei dirottamenti. Ed è anche l’unico a non aver avuto successo dal momento che l’aereo precipitò nei pressi di Shanksville, in Pennsylvania, prima di raggiungere il suo obiettivo che – secondo il rapporto della Commissione Ufficiale sull’11 settembre – sarebbe dovuto essere il Campidoglio a Washington, ossia la sede del Congresso americano. Ma c’è un’altra importante differenza. Se i primi tre aerei si schiantarono davanti ad un’infinità di testimoni (il secondo su New York in diretta televisiva davanti a milioni di telespettatori), lo UA93 finì il suo volo in una zona praticamente spopolata e i testimoni furono pochissimi. Lo UA93 ha però un’altra caratteristica: a differenza degli altri tre voli da cui partirono solo poche telefonate (otto in tutto), le comunicazioni telefoniche del volo del Boeing 757 con l’esterno furono addirittura 37. Inoltre di questo aereo – sempre stando all’ufficialità – furono trovate le due scatole nere che contenevano i dati tecnici del volo e le registrazioni sonore di quanto accadde nella cabina di pilotaggio. Con una particolarità però: di quelle registrazioni sonore vennero diffuse solo le trascrizioni, ma non fu mai fatto ascoltare l’audio originale.

TROPPE TELEFONATE PER UN CRATERE VUOTO