La stampa

pestaggio

Nelle difficilissime giornate di Genova, tra mille difficoltà, la stampa – non solo quella italiana – ha svolto un eccellente lavoro d’informazione e di documentazione. Anche se ci è stato chi ha lamentato le immancabili parzialità, faziosità, esagerazioni oppure le eccessive minimizzazioni, è innegabile che la stampa, scritta e videoparlata, ha dato un contributo di conoscenze di livello molto elevato.
A Genova, d’altronde, la realtà era sotto gli occhi di tutti e quindi anche dei giornalisti, dei fotografi, degli operatori. Una realtà così violenta che era difficile ignorare oppure falsificare.
E’ stato grazie alle immagini girate dalle troupe televisive e cinematografiche che oggi tutti possono vedere quanto è successo.
E’ stato grazie a quelle immagini che è stato possibile ricostruire nei dettagli il contesto in cui è avvenuto l’omicidio di carlo Giuliani.
E’ stato grazie alle testimonianze raccolte dalla stampa che sono subito emersi i comportamenti tracotanti delle cosiddette forze dell’ordine sia durante l’assalto alle scuole che ospitavano i No Global, sia all’interno del lager di Bolzaneto.
Ma il compito della stampa non si è fermato ai fatti, agli eventi.
L’audizione davanti al Comitato parlamentare per l’indagine conoscitiva del segretario della Federazione Nazionale della Stampa, Paolo Serventi Longhi – che di seguito riportiamo integralmente – offre uno spaccato dei compiti di denuncia che il mondo dell’informazione italiana ha assunto anche dopo gli avvenimenti genovesi.

L’AUDIZIONE DEL SEGRETARIO DELLA FNSI (4 settembre 2001)