I corpi dello Stato

Scene di caccia a Genova
Le audizioni dei responsabili di polizia, carabinieri, guardia di finanza ed amministrazione penitenziaria

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Sono stati indubbiamente loro i protagonisti delle audizioni davanti al Compitato parlamentare per l’indagine conoscitiva sui fatti di Genova.
Loro. I responsabili dei tre corpi dello Stato. Quattro, volendo comprendere in questa dizione anche il settore penitenziario che, peraltro, un ruolo lo ha avuto se non nella feroce repressione delle manifestazioni di piazza, nella “cura” dimostrata verso i fermati e gli arrestati in quello che è ormai considerato “il lager Bolzaneto”.
Tra agosto e settembre 2001 sono stati 20 i rappresentanti di polizia, carabinieri, guardia di finanza (anch’essa usata non per la caccia agli evasori fiscali, ma in servizio di ordine (?) pubblico) ed amministrazione penitenziaria ascoltati dal Comitato.
Tra loro, i responsabili veri e propri: il capo della polizia De Gennaro, il comandante generale dei carabinieri Siracusa, il comandante della guardia di finanza Zignani ed il vice direttore delle carceri Di Somma.
Relazioni burocratiche, quelle da loro recitate davanti al Comitato. Non un’autocritica, non un ripensamento, neppure un minimo d’analisi davanti al totale fallimento genovese, anche sotto il profilo meramente organizzativo.
Erano lì per salvare le loro poltrone e così si sono comportati. Anche quelli (vedi Andreassi, La Barbera e Colucci) che le poltrone le avevano perdute, ma erano in attesa di nuove.
La lettura di queste audizioni è profondamente istruttiva. Mostra come l’ottusità burocratica degli uomini dei nostri corpi speciali tenga il nostro Paese ancor lontano dal raggiungimento di una compiuta democrazia.