Il movimento anti global

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Quasi a voler evidenziare a tutti i costi una spaccatura che (almeno al momento) non esiste all’interno del movimento antiglobalizzazione, l’ufficio di presidenza del Comitato (dove l’opposizione di centro-sinistra è in minoranza) all’inizio di settembre decide di ascoltare separatamente i rappresentanti del movimento stesso presenti a Genova.
Il risultato è che il 6 settembre 2001 il “presunto violento” Luca Casarini, portavoce delle “tute bianche”, viene ascoltato separatamente dagli altri, considerati “i buoni”.
L’audizione di Vittorio Agnoletto, portavoce del GSF e degli esponenti del Consorzio italiano di solidarietà, della rete di Lilliput, di Lega ambiente, dell’ARCI, delle ACLI e di Pax Christi avviene congiuntamente. Tra loro c’è anche Chiara Cassurino, delle “Tute bianche” di Genova.
Agnoletto e gli altri segnano un grosso punto a loro favore quando, oltre a consegnare al Comitato dei filmati sulle inequivocabili violenze delle forze dell’ordine, esibiscono il documento con cui la questura di Genova, proibendo alcune zone della città, autorizzava lo svolgimento del corteo del 21 luglio in ben determinate vie e piazze. Le stesse in cui – senza motivo – si sono scatenate le cariche poliziesche.

Le audizioni di Vittorio Agnoletto, (Gsf), Stefano Kovac (Cis),
Massimiliano Morettini, (Gsf Genova), Chiara Cassurino, (Tute bianche), Fabio Lucchesi, (Lilliput), Maurizio Gubbiotti, (Legambiente), Raffaella Bolini, (ARCI), Luigi Bobba (ACLI) e Anna Scalori (Pax Christi)

L’audizione di Luca Casarini (Tute bianche)